In porta va Kalac ma è caccia aperta al nuovo portiere

È accusato di allenarsi troppo in palestra e poco sul campo e perciò ha perso esplosività. Per sostituirlo Frey o Boruc

da Milano

Zalayeta ci ricasca. Al secondo tentativo, dopo il famoso Napoli-Juve, di procacciarsi, ingiustamente un rigore, finisce squalificato nuovamente per simulazione. Due giornate di castigo, salterà quindi Milan-Napoli di domenica 13 gennaio (insieme col sodale Blasi). E questa volta senza possibilità alcuna di recupero. Perché il dg del Napoli, Pierpaolo Marino, ha già annunciato la scelta della società di non presentare reclamo. Squalifica confermata e tutta da scontare, con probabile aggiunta di multa per l’uruguagio che tanto piace ai napoletani e a Moggi il quale passa per il suo scopritore.
Il dispositivo del giudice sportivo avvocato Tosel, oltre a dare conto della segnalazione del procuratore federale in materia, non scagiona l’arbitro Trefoloni. Ricostruendo l’episodio, infatti, Tosel spiega che «l’arbitro, da posizione ottimale, sanzionava l’assegnazione del calcio di rigore ammonendo l’estremo difensore avversario». Nonostante fosse piazzato bene, ha «abboccato» insomma.
Altra curiosità. Nei provvedimenti del giudice sportivo per la giornata di fine anno risulta un’ammenda di 1.500 euro al Milan, «a titolo di responsabilità oggettiva, per aver ingiustificatamente ritardato l’inizio della gara per circa 3 minuti, recidiva», la spiegazione riportata dal bollettino della Lega professionisti. Bene: il ritardato inizio, di tre minuti, da quel che risulta a noi tutti, fu la conseguenza di quel bellissimo terzo tempo organizzato dall’Inter, società ospitante, per rendere omaggio ai rossoneri reduci dal successo di Yokohama. Forse la vicenda passerà in cavalleria ma questa è l’unica ammenda che Galliani pagherà volentieri.