Porta Vittoria, indagato l’autista del bus

La Pm: «È un atto dovuto per poter confrontare le sue dichiarazioni con il proprietario del Suv»

Per gli inquirenti, si tratta di un atto dovuto. Di fatto, segna un nuovo fronte nell’inchiesta sull’incidente in corso di Porta Vittoria che, lo scorso 14 febbraio, costò la vita a Giuliana Grossi, 52 anni. Il pubblico ministero Cecilia Vassena, infatti, ha iscritto nel registro degli indagati il nome di Domenico Ressa Jolman, l’autista dell’autobus 60 che era stato coinvolto nello scontro con il tram della linea 12. L’accusa è la stessa già formulata per Marco Trabucchi, che al volante del suo Suv aveva improvvisamente sterzato sulla corsia preferenziale provocando il violento impatto tra i due mezzi pubblici: omicidio colposo e lesioni colpose plurime.
Una scelta quasi obbligata, quella della Procura, che a questo punto dovrà mettere a confronto le versioni fornite dai due protagonisti dell’incidente, Jolman e Trabucchi appunto. Versioni che, stando alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dai due indagati, non collimano quasi in nulla se non per il fatto che entrambi escludono di aver superato il limite di velocità. E distanti, in particolare, per quanto riguarda l’eventuale presenza di alcuni pedoni in strada al momento dello scontro. Trabucchi, infatti, ha raccontato di aver sterzato improvvisamente per evitare due persone che stavano attraversando l’incrocio con il semaforo rosso, e di aver avuto l’impressione che fosse stato l’autobus a urtarlo sulla parte anteriore sinistra della propria macchina. Diversa, invece, la ricostruzione fatta da Jolman, che dal letto dell’ospedale, dov’è ricoverato, ha detto di aver visto il Suv tagliargli la strada ad alta velocità, e - soprattutto - di non aver notato la presenza di alcun pedone. Le immagini riprese dalle telecamere, nonostante siano piuttosto confuse e quindi non decisive, sembrano tuttavia dare credito alla versione fornita da Trabucchi, peraltro giù fotografato un centinaio di volte negli ultimi sei mesi a percorrere le corsie riservate ai mezzi pubblici. Precedenti che, pur non ricadendo direttamente in questa inchiesta, di certo non lo aiuteranno a «ripulire» la propria immagine di automobilista.
Tutti elementi in mano al pm Vassena, a cui si aggiungono le relazioni tecniche presentate nelle scorse settimane dalla polizia municipale. Di certo, all’indomani del nuovo incidente in corso di Porta Vittoria con un furgone che ha tagliato la strada a un tram, e due feriti lievi a pochi passi dal luogo esatto in cui ha perso la vita Giuliana Grossi, rimane l’allarme per un tratto di strada ormai considerato a rischio.