La portaerei in disarmo si fa cantina galleggiante

Utilizzare una portaerei dismessa per ospitare un vigneto viaggiante, con una cantina attrezzata nelle stive in modo tale che, navigando, i vitigni possano sfuggire alle grandinate o cercare la giusta insolazione: è il sogno - per ora... - di Piero Lugano, titolare dell’azienda «Bisson» di Chiavari che è come dire una delle eccellenze del settore vitivinicolo in Liguria e non solo. L’idea è scaturita ufficialmente in occasione della degustazione di «Abissi–Riserva Marina di Portofino», il primo vino bianco al mondo realizzato con l'innovativo metodo di «spumantizzazione subacquea».
Nel corso della cerimonia, ieri nella Sala incontri della Regione Liguria, alla presenza del presidente dell'Area marina protetta di Portofino, Vito Gedda, e dei rappresentanti dell'Associazione del Bagnun Onlus, sono state aperte e fatte assaggiare in anteprima le bottiglie «affondate» per maturare a 60 metri di profondità. Il processo,ispirato a Lugano dal ritrovamento sottomarino di anfore di età greco-romana contenenti vino intatto nelle sue proprietà organolettiche, ha avuto inizio il 22 maggio dello scorso anno con la posa in fondo al mare di 6.500 bottiglie, in località Cala degli Inglesi, baia incontaminata tra il faro di Portofino e la Cala dell'Oro. Divise in 12 gabbioni da 1 metro cubo ciascuno, le bottiglie sono state successivamente recuperate il 30 giugno scorso, dopo un periodo di ben 13 mesi di immersione in una zona di fondale ghiaiosa a una temperatura costante di 15 gradi, ideale - hanno ribadito anche gli esperti sommelier Virgilio Pronzati e Carlo Ravanello - per «la conservazione del vino in ambiente carente di luce». Non solo: a collaborare per la riuscita dell’esperimento ci si è messo anche il previsto «effetto culla», svolto naturalmente dalle correnti marine sulle bottiglie immerse. Un movimento costante che nelle cantine «tradizionali» viene svolto meccanicamente mentre in questo caso è stato sostituito dal mare. Infine in questi ultimi cinque mesi, le bottiglie recuperate, rivestite e protette da un'inedita copertura di sedimenti - «altrettante sculture naturali» le ha definite Lugano -, hanno affrontato un periodo di ulteriore affinamento che ha preceduto la tanto attesa «sboccatura».
«Ciò che ha favorito ulteriormente il processo di spumantizzazione – ha spiegato infine il titolare dell’azienda Bisson - è stato il perfetto bilanciamento di pressione, garantito a tali profondità: una pressione omogenea ed equilibrata ricevuta sia dall'esterno verso l'interno che dall'esterno verso l'interno, che favorisce l'amalgamarsi delle bollicine conferendo al vino un miglior aspetto organolettico, e quindi una maggiore sensazione di piacere nella degustazione». Dal prossimo 29 novembre lo spumante «Abissi» sarà in vendita in enoteca a 35 euro.