«Portai i cannoli non mi aspettavo che finisse così»

da Palermo

«Gli mando qualcosa praticamente ogni settimana se c'è qualcuno che va a Palermo. I cannoli, qualche volta anche il pane cotto a legna. Il giorno dopo la condanna era solo questo, un modo per stargli vicino, altro che festeggiamento...».
È dispiaciuto Vincenzo Bonaccolta, contitolare con il padre e i fratelli del bar pasticceria Motel San Pietro, il locale agrigentino - si trova sulla strada statale che da Palermo porta alla città dei Templi - da cui, all'indomani della condanna del governatore, è partito l'ormai famosissimo vassoio di cannoli con cui Totò Cuffaro è stato fotografato durante una conferenza stampa. Una foto che ha fatto, anche su internet, il giro del mondo, e che è stata, in pratica, l'inizio della fine del governatore.
Signor Bonaccolta, si sente responsabile di quello che è accaduto?
«Ma no, per niente, che c'entriamo io e i cannoli? Io e Totò siamo amici da tanti anni, siamo stati compagni di scuola a Palermo, all'istituto Don Bosco. Lo ripeto: quei dolci non erano nulla di speciale, meno che mai una forma di festeggiamento. Solo un gesto d'affetto che si ripete quasi ogni fine settimana».
Ha sentito, il presidente Cuffaro si è dimesso...
«Sì, ho saputo e mi è dispiaciuto moltissimo. Conosco Totò, l'uomo Totò oltre che il politico. Sono certo della sua innocenza, e capisco quanto sia difficile per lui questo momento».
Dopo quello che è accaduto cambierà dolce?
«Ma no, non cambierà niente. Continuerò a stare vicino a Totò come prima. La mia amicizia, a Totò, non mancherà mai».