Al portavoce del premier 60mila euro dalla Provincia

La società di Silvio Sircana ingaggiata dal diessino Penati

Gianandrea Zagato

da Milano

Se accedete all’albo pretorio on line della Provincia di Milano per scoprire come sono spesi i soldi pubblici, be’ perdete tempo. Esagerazione? No, fotografia della realtà come, ad esempio, dimostra quella determina firmata dal dirigente Franco Maggi con oggetto «affidamento del servizio per la realizzazione del progetto esecutivo «ProxPro - estate 2006».
Nella bacheca on line in cui sono pubblicati gli atti dell’amministrazione guidata dal ds Filippo Penati, su questa determina non c’è altro che l’oggetto, i numeri di repertorio (6346/2006), di protocollo (145607/2006) e il codice di classificazione titolario, anno e fascicolo (9.5/2006/9403). Risultato? Indecifrabile.
Sarebbe però un errore gettare nel cestino questa determina firmata da Maggi che, tra l’altro, è il direttore del settore comunicazione e il portavoce del presidente Penati. La lettura del cartaceo di quest’atto, infatti, rimanda ad un’altra determina (n. 56/2006 rgn 5701/2006 del 13/06/2006). Che, toh, sorpresa, riguarda Silvio Sircana. Sì, proprio lui, il portavoce di Romano Prodi che gli italiani conoscono grazie ai telegiornali perché è sempre dietro o a fianco del Professore: alto, ossuto e col fisico che ricorda Piero Fassino.
È alla società Sircana & partners srl «con sede a Milano in galleria San Babila 4» che, il 13 giugno 2006, il portavoce di Penati affida «il servizio di ricerca, ideazione e sviluppo del progetto «Festival della città metropolitana». Incarico offerto dopo che la giunta di via Vivaio - sede l’amministrazione provinciale milanese - con deliberazione n. 366/06 «approva le linee guida e gli indirizzi di ricerca, ideazione, sviluppo e realizzazione del progetto Festival della città metropolitana».
Mandato resosi indispensabile perché a seguito di ricognizione si è «evidenziata la carenza nell’ambito della dotazione organica della Provincia di Milano, sia di personale di ruolo che di personale con la specifica qualificazione professionale richiesta». Come dire: tra i 2.500 e rotti dipendenti dell’amministrazione provinciale non c’è uno solo in grado di rispondere professionalmente ai desiderata della giunta. Frase d’obbligo - altrimenti non sarebbe possibile offrire incarichi professionali ad esterni - seguita dai «curricula» della Sircana & partners, che ottiene sessantamila euro (iva esclusa). Impegno economico per sei mesi di lavoro - sino al 31 dicembre di quest’anno -, con tanto di parere favorevole di regolarità contabile e di copertura finanziaria. Nulla di illegale, sia chiaro. Solo che, questa determina, come altri incarichi professionali e dirigenziali della Provincia governata dal centrosinistra sono tutti ma proprio tutti targati. La prova del nove? L’elenco sterminato di consulenti, direttori centrali e generali dell’ente che, solo a parole, si è sempre detto contrario sia allo spoil system che a tenere in considerazione le teste più delle tessere.
Il torinese Sircana detiene il sessanta per cento delle quote della Sircana & partners srl per un valore nominale di 6.240 euro su un capitale sociale di 10.400 euro. Società di cui Sircana è stato presidente del cda fino al gennaio 2004 e dove la seconda moglie, Livia Aymonino (figlia dell’urbanista Carlo e della scrittrice Ludovica Ripa di Meana, ndr) è nel cda. E insieme a lei, nel cda, ci sono anche Massimo Micucci e Antonio Napoli. Entrambi noti come D’Alema boys: il primo nello staff economico dell’ex presidente del Consiglio e il secondo, ex dirigente del Pci, come responsabile enti locali di Palazzo Chigi. Oggi, sono non solo soci della Sircana & Partners ma pure di Reti, spa di Claudio Velardi, ex consigliere di Massimo D'Alema nella stagione dorata di Palazzo Chigi. Ma questa è un’altra storia.