Porte aperte in 276 studi dentistici Andi

Laura Gigliotti

Porte aperte fino al 31 ottobre negli studi dentistici che aderiscono al «Mese della Prevenzione Dentale», una iniziativa promossa dall’Andi (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), unitamente alla Mentadent. A Roma e provincia sono 276 gli studi interessati. Basterà telefonare al numero verde 800600110 fornendo il proprio codice di avviamento postale per essere indirizzati presso il medico più vicino che procederà a una visita completa fornendo indicazioni anche sui fattori di rischio (dieta, tabacco, alcol), sulle norme di igiene orale da seguire accompagnate da dentifricio e spazzolino (dono dello sponsor).
I 25 anni dell’iniziativa, di forte contenuto sociale, sono stati ricordati a Roma dal presidente dell’Andi, Roberto Callioni che ha auspicato maggiore collaborazione tra pubblico e privato a favore del cittadino. Intervenendo al convegno il sottosegretario alla salute Cesare Cursi ha annunciato l’apertura di un tavolo tecnico che analizzi tutti i problemi del settore. «Nel Piano Sanitario Nazionale, appena presentato, in cui si aumentano i fondi per la ricerca, uno strumento fondamentale è la prevenzione» ha detto Cursi, segnalando quanti problemi in meno ci sarebbero per le persone e quanti risparmi si potrebbero fare se si riuscisse a far capire l’importanza della prevenzione.
Nato nel 1981 quando su 6mila soci aderirono in 860, il mese della prevenzione dentale ha visto nel 2004 la partecipazione di oltre 10mila medici su 19mila iscritti. Forse una goccia nel mare, ma che sta dando i suoi frutti in quanto tutte le malattie orali sono largamente prevedibili e i risultati si vedono a lungo termine. Per notare la differenza in tema di carie e gengive, non c’è bisogno di tornare al tempo dei nostri nonni, basta rivolgere lo sguardo indietro di venti anni. I dati vengono da una ricerca sulla popolazione infantile di numerose città italiane, finanziata da Mentadent e condotta dall’Università degli Studi di Milano, dalla Società di Igiene e Medicina Preventiva in collaborazione con l’Oms. Nell’85 in Lombardia i bambini con carie erano l’80 per cento a 7 anni e il 93 per cento a 12. Oggi la situazione si è quasi capovolta. Se Sanremo ha la percentuale più alta di bambini senza carie (80 per cento), la media generale sfiora il 70 per cento e Roma col suo 72 per cento è in buona posizione. Una collocazione secondo i parametri Oms che per il 2000 aveva come obiettivo una popolazione infantile sui 5 anni esente da carie al 50 per cento e buona anche a livello internazionale. Il primato della salute dentale in Europa spetta all’Olanda, fanalino di coda la Serbia.