Porte aperte nella sinagoga di via Guastalla

Porte aperte al tempio di via Guastalla. Oggi è la giornata europea della cultura ebraica, che si pone il nobile obiettivo di divulgare la cultura ebraica e di arginare, tramite la diffusione della conoscenza della storia, delle tradizioni, degli usi dell’ebraismo italiano, l’antisemitismo. Da otto anni a questa parte, dunque, nel tempio più grande di Milano la comunità organizza visite guidate, lezioni, concerti, spettacoli. Una giornata da trascorrere insieme, tra il tempio e i magnifici giardini davanti alla sinagoga, dove saranno allestiti stand con oggetti, libri, dolci e piatti tipici.
Il tempio aprirà i battenti alle 10,30, mentre è previsto per le 11 l’intervento di Alfonso Arbib, il rabbino capo della comunità meneghina, la seconda in Italia (dopo Roma: 200mila persone) che conta 15mila iscritti, mentre alle 12 toccherà al rabbino di Torino Alberto Somekh con «Testimonianza di rabbini sefarditi in Italia». Grande attesa alle 16 per don Pier Francesco Fumagalli, il maggior esperto dei rapporti tra cattolicesimo ed ebraismo, autore di «Fratelli prediletti», che parlerà dei «Manoscritti ebraici della Biblioteca Ambrosiana di Milano».
Non solo teologia, però: il programma spazia dal recital di poesie scritte da donne ebree (h 15) di Sabra Del Mare con l’accompagnamento musicale della violinista Margarita Egorova alla mostra sulla Shoah a cura del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, allo spettacolo, tratto da «La guerra che non si può vincere» di David Grossman (h 21,30, teatro Olmetto di via Olmetto 8/a, 0272021503) che l’associazione teatrale Duende mette in scena in anteprima assoluta. La giornata della cultura ebraica, cui partecipano centinaia di milanesi ogni anno, continua domani al Circolo Filologico(via Filodrammatici, h 21) con «la storia della regina Ester» sulle note di Hendel.