Porte chiuse, stop trasferte: sì del governo al decreto Pancalli: domenica si gioca

Il governo vara <strong><a href="/a.pic1?ID=155225" target="_blank">il decreto sugli stadi con provvedimenti durissimi</a></strong>: estensione della flagranza a 48 ore, blocco delle trasferte e chiusura al pubblico degli impianti non a norma. <a href="/a.pic1?ID=155227" target="_blank">In serata il commissario della Figc Pancalli ha annunciato: &quot;Il campionato può ripartire nel weekend&quot;.</a> I presidenti delle società hanno minacciato lo sciopero mentre una proposta di mediazione, targata Lega, è arrivata dall'ad milanista Galliani: &quot;Facciamo entrare almeno gli abbonati&quot;

Roma - Pugno duro doveva essere e pugno duro è stato. Il governo sta varando in consiglio dei ministri il ddl per il calcio e gli effetti si vedranno da domenica. Con gli stadi non a norma chiusi al pubblico e provvedimenti più severi per i tifosi pericolosi. Nel decreto è prevista l'estensione della flagranza differita da 36 a 48 ore (per l'arresto degli ultras) e un'aggravante speciale - carcere da cinque a 15 anni (attualmente si partiva invece da tre)- per chi commette violenza e resistenza a pubblico ufficiale "utilizzando il lancio di corpi contundenti o altri oggetti, compresi gli artifici pirotecnici". Il provvedimento si compone di sette articoli. Tra le altre cose anche il blocco dei biglietti per le trasferte, recidere i rapporti tra le società e gli ultras, istituire un osservatorio sulla comunicazione sportiva e privatizzazione degli stadi.

Figc "Il problema della sicurezza - ha ribadito ieri il commissario della Figc Luca Pancalli al termine di una nuova riunione - è la priorità numero uno, lo spettacolo e gli altri interessi vengono dopo", si legge sul sito della Federcalcio, che potrebbe già oggi, dopo il Consiglio dei ministri, far ripartire i campionati. Ma più probabilmente domani dopo un'altro vertice con la Lega Calcio.

Sciopero Sebbene tutti condannino gli episodi di violenza che venerdì scorso sono costati la vita dell'ispettore di polizia Filippo Raciti a Catania, la linea dell'intransigenza - ribadita ieri dal ministro dell'Interno Giuliano Amato, che alla Camera ha invitato a "resistere" alle pressioni di natura economica - lascia l'amaro in bocca a diversi presidenti di società di calcio. C'è chi, come il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, minaccia addirittura il ricorso allo sciopero. Ipotesi confermata anche dal sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi: "Al decreto del Governo seguirà quasi certamente lo sciopero delle società di calcio".

Controlli sugli stadi Per sapere però quali stadi riapriranno subito ai tifosi e quali invece no, occorrerà aspettare domani la "mappatura" fatta dall'Osservatorio permanente per l'ordine pubblico del ministero degli Interni. Sarà lo stesso ministero - spiega la Figc - ad aggiornare settimana dopo settimana la mappa degli stadi che si saranno messi in regola e a sbloccare anche in questi casi l'ingresso del pubblico. Nella stessa occasione saranno decise le date del recupero delle gare di serie A e serie B non disputate nello scorso week-end. La Lega ha proposto le date del 18 aprile per la A e del 13 febbraio per la B, giornate infrasettimanali finora disputate in notturna. Ma sull'opportunità di continuare a giocare di sera ci sono perplessità da più parti.

San Siro I lavori per la messa in sicurezza dello stadio San Siro non saranno conclusi prima di ottobre. Vuol dire che fino ad allora si giocherà a porte chiuse. Lo ha annunciato Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan. "La fine dei lavori è per ottobre - ha dichiarato Galliani - non c'è nulla da fare. Chiunque vada a San Siro vede i cantieri aperti, noi stiamo lavorando. San Siro è uno stadio grandissimo dove verranno realizzati 160 varchi contro i 50 attuali". Se il Viminale confermerà la sua decisione "vorrà dire che giocheremo a porte chiuse" dice Galliani. L'amministratore delegato del Milan, anticipa una proposta della Lega calcio: quella di concedere l'ingresso allo stadio solo agli abbonati. "È la proposta che porterà la Lega - ha riferito Galliani - è chiaro che non entrando pubblico esterno gli abbonati, che tutti ben conoscono, non creano problemi. Il problema sono gli impianti non l'utilizzo". A giudizio di Galliani le lungaggini burocratiche degli enti pubblici hanno intralciato la realizzazione degli interventi. "I tempi tecnici della pubblica amministrazione sono quelli che sono - ha detto con una nota polemica - noi più di quello che abbiamo fatto non potevamo fare. Questo siamo in grado di dimostrarlo a chiunque".

Pozzo "Noi non abbiamo nessun potere di scioperare, siamo vittime della situazione, ma se si consolidasse l'idea delle porte chiuse sarebbe assurdo. Allora andiamo a giocare nel mio orto con le telecamere di Sky...". Il patron dell'Udinese Giampaolo Pozzo attacca l'idea di riprendere i campionati a porte chiuse negli stadi giudicati non a norma. "Spero sia una decisione presa tenuto conto della gravità del momento, che merita di riflettere una volta per tutte -spiega Pozzo-. Sono stato d'accordo su tutto, le iniziative simboliche, lo stop al campionato, ma così mi sembra assurdo". Il Friuli di Udine è uno degli stadi non in regola rispetto alle norme del decreto Pisanu.

Ruggeri "È un grave errore pensare di risolvere il problema facendo disputare le partite a porte chiuse in alcuni stadi e in altri no»" Lo ha detto il presidente dell'Atalanta, Ivan Ruggeri, temendo che "in questo modo si sposti la violenza al di fuori degli stadi". Per Atalanta-Lazio, la gara in programma domenica prossima a Bergamo, si attende soprattutto di sapere se si potrà giocare con la presenza di pubblico oppure la gara si dovrà disputare a porte chiuse. "Penso che la scelta di interrompere per un turno il campionato sia stata giustissima - dice il presidente dell'Atalanta -, ma pensare di risolvere il problema facendo disputare in alcuni stadi sì e in altri no gare a porte chiuse è un grave errore, non solo per l'ingente danno economico per le società, ma anche perchè in questo modo ci si limiterebbe a spostare il problema violenza al di fuori degli stadi".