Porte e finestre alla grande sfida con l’export

Tatto caratterizzante della manifestazione Made expo nell'intenzione degli organizzatori e nelle speranze degli espositori è la vocazione all'internazionalizzazione. Le diverse iniziative che l'ente fieristico organizza per avvicinarsi ai mercati emergenti sono state programmate per essere un trampolino che permette al mondo delle costruzioni di proiettarsi in ambiti ricchi di opportunità, necessarie per far conoscere all'estero la qualità del sistema delle costruzioni made-in-Italy e sviluppare consolidate partnership commerciali. Una conferma in tal senso arriva dal rappresentante di un settore importante per la nascita e lo sviluppo del Made, le finiture per interni e porte e finestre.
Per Alberto Lualdi, presidente EdilegnoArredo, associazione di Federlegno con oltre 80 aziende «già nell'ultima edizione del Made le aziende hanno messo in gioco tutta la creatività per rilanciare il settore. Grazie all'adesione massiccia degli imprenditori anche quest'anno ci sono tante aspettative per i visitatori nazionali ed esteri che secondo noi dovrebbero superare in numeri quelli della scorsa edizione». E secondo il presidente di Edilegno il made in Italy è pronto a questa invasione di buyer: «I prodotti e le finiture che quest'anno saranno presentati dalle aziende consentiranno al Made di allargare la propria esposizione non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi». C'è da aspettarsi, quindi, un'esplosione di prodotti estetici e tecnologici, ma anche ecologici e a basso impatto ambientale. La produzione italiana di porte e finestre che sarà presentata al Made si basa infatti su una particolare all'utilizzo di materiali che provengono da fonti rinnovabili facendo attenzione alle modalità dell'approvigionamento, anche le vernici saranno meno inquinanti, il look sarà sempre più vicino ai colori alle tonalità naturali anzi naturisti.
Inutile chiedersi quanto sia importante il design per un prodotto tutto italiano che fattura oltre il 35% dell'export. «La creatività del made in Italy è naturalmente fondamentale per questo settore che viene esportato in tutto il mondo grazie alla cura per i particolari per i materiali e al gusto del bello che sono una risorsa imprescindibile per le nostre aziende», continua il presidente Lualdi, il quale afferma anche che «grazie all'innovazione di processo riusciamo a produrre finiture e arredi di qualità a costi contenuti, per cui anche sotto questo aspetto i cinesi non ci fanno paura: il gusto dell'arredo delle case italiane fa scuola in tutto il mondo». Provando a sbirciare nelle novità che vedremo al Made, Lualdi si lascia andare a qualche anteprima: «La porta supersottile con 16 mm di spessore in materiali compositi, flessibile e resistente, che può essere prodotto in qualsiasi dimensione. Poi maniglie a scomparsa e arredi minimal, ma anche porte d'autore grazie alle collezioni firmate dai principali architetti americani che presenteranno dei pezzi unici all'avanguardia».