PORTENTO FA RIMPIANGERE LA LECCISO

Finirà così, c'è da giurarci: ancora qualche giorno di apparizioni televisive di Orlando Portento, il marito «cammellato» di Angela Cavagna che si esprime nel gergo gestuale del «tricche e balacche», e tutti rimpiangeremo clamorosamente Loredana Lecciso. In effetti c'è da farsi venire un bel po' di sensi di colpa: dopo aver ascoltato per mesi le migliori menti italiche parlar male della Lecciso e della sua assenza assoluta di talento, avere annuito a nostra volta magari scuotendo la testa come a significare «che tempi!», ecco che per punizione ci arriva in casa ad ogni ora Orlando Portento. Non si stava meglio quando si stava peggio? Non viene voglia di gridare: ridateci la Lecciso? Non è escluso, a breve, il seguente sondaggio: preferite una che non sa fare niente, ma almeno lo sa fare bene come Loredana Lecciso, o uno che sa fare bene solo il gesto del tricche e balacche come Orlando Portento? In attesa dell'esito della consultazione (sperabilmente regolare e non «cammellata»), qualche veloce considerazione: perde sempre più valore la famosa profezia di Andy Warhol sul fatto che nella società moderna «oguno ha diritto al suo quarto d'ora di celebrità». L'orologio di Warhol doveva avere qualche problema, perché magari si riducesse tutto a un solo quarto d'ora... Anche un Orlando Portento qualsiasi, marito e «autore» (autore?) di Angela Cavagna, riuscirà a stare sul mercato della celebrità per un lasso di tempo assai superiore al valore dell'escamotage usato per farsi notare, alla trovata ad effetto con cui si è fatto furbescamente largo nella società dello spettacolo. Così come accade alla Lecciso e a chiunque riesca a farsi notare in qualche modo, indipendentemente dal modo. Il secondo aspetto è la velocità sempre più dirompente con cui questo tipo di celebrità televisiva si sedimenta mediaticamente: persino la Lecciso ci aveva messo un minimo di tempo prima che si parlasse di lei, aveva dovuto perlomeno passare attraverso la reiterazione delle sue «esibizioni». A Portento ne è bastata una, e questa evidente accelerazione dei tempi necessari per avere successo, per entrare nel circuito delle ospitate televisive e della risonanza mediatica, è ben percepibile nell'atteggiamento di ogni nuovo «miracolato». L'altro pomeriggio, intervistato a Verissimo, Portento a un certo punto ha detto, con una certa stizzita malinconia, ribattendo a una presunta imprecisione riferita sul suo conto: «Voi non sapete bene chi è Orlando Portento». Si capiva che gli dispiaceva, a dispetto della fresca fama, tanta ignoranza su sé medesimo. E il tono sembrava sottintendere: «Lei non sa chi sono già io».