«Porterò la kermesse in Veneto, così usano gli sms contro di me»

MilanoGli vien quasi da ridere. «Cosa vuole che le dica? Io una cosa simile non posso che liquidarla così. Perché se devo pensare che i giudici italiani hanno di questi problemi..., di messaggini sul mio cellulare... Beh, potevano togliersi ogni dubbio con una telefonata». Soltanto chi non conosce Luca Zaia, governatore del Veneto ed ex ministro dell’Agricoltura, potrebbe meravigliarsi della sua reazione divertita. L’sms di cui si parla e di cui ha scritto ieri il Giornale riferendo di un’inchiesta su chissà quali presunti «inguacchi» legati all’edizione di Miss Italia 2007, è qualcosa che gli fa allargare le braccia. E alzare gli occhi al cielo.
Allora, governatore, che cosa succede? Cosa c’era in quel messaggino inviatole da questo avvocato Larocca?
«Succede che l’ho appreso dai giornali. Ho appreso di questo sms in cui mi si chiedeva se ero contento del risultato di Miss Italia 2007. Se dovessi giurare sulla Bibbia, di ricordarmene, non potrei farlo. A lume di naso posso pensare che essendo io all’epoca vicepresidente della Regione, mi fosse stato mandato questo sms come un complimento di tipo “territoriale”. Chissà, forse ci sarà anche un mio messaggio di risposta? Tanto per ringraziare del pensiero».
Immagini allora che qui ci sia una Bibbia. Quindi ci pensi bene: mai stato giurato in un concorso?
«Mi faccia pensare... Forse una volta, per Miss Padania. Ma non vorrei dire una scemata. Negli ultimi tre anni, comunque, di sicuro no. In passato ci sono andato, a Miss Italia, ma per promozione, con i ristoratori veneti che per lunga tradizione mettono in tavola la cena di gala. Così, come Regione, abbiamo costruito negli anni un ottimo rapporto con l’organizzazione Mirigliani, tanto da aggiudicarci il Miss Italia nel Mondo, che si svolge a giugno nella nostra Jesolo».
Chi era la miss in questione?
«Se non sbaglio ce ne sono state due, di Miss Italia venete. Una certa Battisti, mi hanno detto; e l’altra la Pedron, quella che ha sposato il motociclista Biaggi. Una o l’altra, ma sinceramente non lo posso ricordare».
Pensa di tutelarsi rivolgendosi ai suoi legali?
«Figuriamoci, nemmeno lontanamente. Sono però sempre a disposizione di chiunque voglia informazioni in merito».
Più preoccupato forse di una gelosia coniugale?
«Mi ritorna da ridere. Quella sera, se era il 2007, quell’sms dovrei averlo ricevuto mentre ero a casa, sul divano, con mia moglie, intenti a guardare Miss Italia. Lo facciamo, quando possiamo. Posso solo immaginare di averlo ricevuto, quell’sms, se proprio dicono che l’ho ricevuto».
Forse l’immaginazione è di qualcun altro.
«Sì, qualcuno in grado di ipotizzare l’esistenza di un Grande Fratello a casa mia, seduto sul mio divano. Uno che non solo è vicepresidente della Regione Veneto, ma che soprattutto non c’entra un ca..., volevo dire un piffero, con il concorso. Anche se ora, a pensarci bene, mi preoccupa ben altro».
E cioè che cosa?
«Che, come il suo direttore, sono un grande appassionato di cavalli. E allora, se questi messaggini diventano elementi di incriminazione, beh io sono da mettere in galera. Perché ogni volta che vince un cavallo italiano in giro per il mondo, sapendo della mia passionaccia, c’è sempre qualcuno che mi manda un sms del tipo “abbiamo vinto”. Riferito a cavalli che non ho mai visto in vita mia. Siamo a questi livelli...».
A pensar male a volte ci si azzecca, caro presidente. Non è forse vero che la Regione Veneto vorrebbe sottrarre a Salsomaggiore proprio Miss Italia?
«È vero, perché alla nostra Regione, la più turistica d’Italia, con 62 milioni di visitatori e 12 miliardi di euro di fatturato, manca proprio un grande evento nazionalpopolare. Proprio in queste ore siamo in trattativa con la Rai. E guarda caso, qualcuno si è ricordato che in fondo a qualche scantinato c’era in giro proprio questo messaggino...».