«Porterò il mondo nella capitale del dolore»

nostro inviato a Santa Margherita di Pula (Cagliari)

Una decisione «a lungo meditata», ma alla fine è prevalsa «l'idea di portare la capitale del mondo» - cioè i leader del G8 - «vicino alla capitale del dolore d'Italia». È in terra sarda, arrivato a sera per una cena con i presidenti delle associazioni industriali del G8, che Silvio Berlusconi torna sulla scelta di spostare il summit de La Maddalena all’Aquila.
Una decisione che conferma in mattinata durante un incontro a Roma con il governatore sardo Cappellacci e della quale il premier è sempre più convinto nonostante le perplessità manifestate dal Pd, D'Alema su tutti. Il Cavaliere, però, sul punto non entra, deciso a non aprire alcun fronte polemico. Anche se sia le reazioni delle diplomazie degli Otto grandi che il plauso arrivato su buona parte della stampa estera non fanno che rafforzarlo nella sua decisione.
Dovuta alla necessità di porre l'attenzione sulla «rinascita dell'Abruzzo», ma auspicata anche da ragioni di sicurezza. «Le forze dell'ordine - spiega - hanno tirato un sospiro di sollievo perché La Maddalena è difficilmente difendibile». E lo era soprattutto «la nave più grande del mondo» che sarà varata a luglio e che avrebbe dovuto ospitare le delegazioni. Alcuni leader, infatti, «avevano espresso preoccupazioni perché non avrebbe rappresentato un elemento di sicurezza», tanto che «avremmo dovuto dispiegare migliaia e migliaia di uomini, le forze marine e anche due sommergibili». Un problema, quello della sicurezza, che all'Aquila invece non c'è. Perché lì «abbiamo la fortuna di poter disporre di una cittadella assolutamente protetta» che è «la scuola della Guardia di Finanza». Sarà lì che «alloggeranno i leader» visto che «ci sono 25 suite dedicate ai generali del corpo».
Berlusconi, però, sottolinea anche le ragioni di opportunità. «Sarebbe stata una sede - dice - eccessivamente lussuosa, certo non in sintonia con il momento che attraversiamo globalmente». Anche per questo, dunque, la scelta è stata di portare «il mondo vicino al dolore». Per un summit che sarà dunque molto sobrio.
Proprio dalla Sardegna il premier torna poi a rassicurare sulle sorti de La Maddalena che, dice, non sarà abbandonata. «I lavori continueranno e - spiega - le infrastrutture saranno completate per accogliere qualunque manifestazione internazionale». E comunque è lì che «pensiamo di ospitare il G8 dell'ambiente che si terrà a inizio settembre» (quello chiesto dal presidente americano Obama) e «altri importanti incontri bilaterali e internazionali».
Prima della cena con gli industriali - con la presidente di Confindustria Marcegaglia a fare gli onori di casa - Berlusconi torna anche sulla situazione economica. Torna a lanciare un appello all'ottimismo («Sono convinto che siamo messi meglio di altri Paesi europei e comunque non ho mai visto dei pessimisti ottenere dei risultati») e affronta il calo delle entrate fiscali. Che, dice, «non è un crollo» ma «una diminuzione prevista che sapevamo di dover affrontare». E questo, aggiunge, «non ci ha impedito di avviare la ricostruzione in Abruzzo senza mettere le mani nelle tasche degli italiani». Insomma, «quale governo non avrebbe aumentato la benzina o fatto una tassa di scopo?». «Il mio governo - conclude - ci è riuscito e sono molto orgoglioso».