Portici, al Comune 58 assenteisti su 70 Napoli, blitz in una sede distaccata: 36 impiegati agli arresti domiciliari, indagati gli altri. Si facevano timbrare il cartellino dai colleghi e andavano a fare shopping. E qualcuno segnava anche gli straordinari

NapoliLavorava un solo impiegato su sei, negli uffici comunali di corso Garibaldi, a Portici, popoloso centro di 70mila abitanti dell’area vesuviana. In pratica, in questo edificio, dove si trovano uffici importanti come anagrafe, elettorale, matrimonio e leva, stato civile, immigrazione ed emigrazione e relazioni con il pubblico, ogni giorno era il deserto; o quasi.
Una desolazione girare per quelle stanze: su una settantina di impiegati, infatti, solo una dozzina compiva il proprio dovere, senza lasciare mai il proprio posto di lavoro. Ma, all’alba di ieri, la pacchia è finita per la «banda degli assenteisti»: la Digos ha arrestato 36 dipendenti (ora ai domiciliari) che, contemporaneamente, hanno ricevuto, con altri 22 colleghi, anche un avviso di chiusura di indagine. L’accusa per i 58 indagati, sui 70 dipendenti della sezione staccata del Comune, è di truffa ai danni dello Stato e falso.
Due telecamere hanno spiato i comunali di corso Garibaldi: quei due occhi elettronici ne hanno viste di tutti i colori per oltre un mese. Le signore, ad esempio, ma anche i loro colleghi uomini, dopo avere infilato il badge nella macchinetta marcatempo, uscivano per fare lo shopping o una passeggiata. Poi tornavano dopo qualche ora in ufficio, con una mano o entrambe le mani occupate dalle buste colme di cibarie o indumenti acquistati in centro. Altri impiegati, invece, se ne tornavano a casa poco dopo per non rientrare più in ufficio. Altri ancora in ufficio non ci andavano proprio, tanto al loro posto c’era chi infilava il badge nella macchinetta marcatempo. Si aiutavano tra di loro, marcando il badge anche per il collega oppure era qualche custode a farlo, al posto degli impiegati dei piani superiori. Qualcuno non solo ne approfittava per andarsene in giro, ma anche per «allungare» il proprio orario di lavoro e quindi farsi pagare dalla collettività uno straordinario mai fatto.
Il sindaco Vincenzo Cuomo (che ha sospeso gli assenteisti) ha avuto un’uscita piuttosto infelice, nel commentare i 36 arresti: «Le misure cautelari non possono offuscare il prezioso lavoro dei 450 dipendenti comunali». Presto i conti dovrà farli pure la sua amministrazione: la Procura, infatti, invierà gli atti alla Corte dei conti, che dovrà valutare eventuali responsabilità sulla mancanza di controlli da parte del Comune.
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