Il portiere senza speranza che prende 9 gol a partita

Giambattista Losito, 16 anni, gioca nel campionato di Eccellenza pugliese: in 30 gare ha subito 251 reti. «SuperGiamb» è già diventato famoso: dopo Striscia la notizia, i video delle sue imprese circolano su YouTube

Macché due cuori e una capanna. L'amore per Giambattista Losito, 16 anni, sono due pali e una traversa. Insomma, una porta di calcio.
È questa la sua casa sportiva, è questa la casa in cui ha deciso di vivere ogni domenica. Poco importa se gli «spifferi» - nel senso di gol subiti - sono tanti, troppi; roba da Guinness dei primati: nelle 30 gare disputate finora (tutte perse), Giambattista ha incassato 251 reti, una media di poco inferiore a 9 gol a partita.

Eppure Giambattista non ha dubbi: «Sono nato portiere e non abbandonerò mai questo ruolo». La sua sfortuna (ma anche la sua grande fortuna) è quella di essere «l'estremo difensore» della squadra più perdente (ma anche, moralmente, più vincente) del mondo. Parliamo della Leonessa, la squadra di Altamura che, da quando è iniziato il campionato Eccellenza pugliese, è sempre uscita dal campo sconfitta, realizzando complessivamente la miseria di 5 gol. In compenso, quando è andata «bene», ne ha incassati 3-4; mentre, nelle giornate più nere, è arrivata a beccarne addirittura 19.

Ma la Leonessa non si arrenderà mai. Una forza che solo una squadra di amici con la «A» maiuscola può avere. Nell'Altamura non c'è differenza tra dirigenti e calciatori, perché i membri dello staff societario ricoprono entrambi i ruoli. Atleti per caso, commoventi nella loro vulnerabilità tecnico-tattica. C'è chi fa il rappresentante, chi il commerciante, chi il libero professionista: l'età media è di 35 anni. Ad abbassarla sensibilmente contribuisce proprio Giambattista, la mascotte del club, che i «nonni» della Leonessa trattano come un nipotino nell'età dello sviluppo.

Una favola? Forse. Ma nel calcio di oggi è bello credere alle favole. Giambattista Losito, natìo di Santeramo in Colle, vola come un giaguaro da un palo all'altro, neanche fosse il figlio di Luciano Castellini. Fatto sta che Giambattista è sempre tra i migliori: «Diciamo che sono molto impegnato e quindi ho la possibilità di mettermi in evidenza...», scherza il numero uno della Leonessa.
Ma non fatevi ingannare. Un portiere condannato a raccogliere nella sua rete valanghe di palloni ha poco da essere allegro. Solo chi ha giocato in porta può capirlo.

Quando le cose vanno male e tu diventi il solito - facile - capro espiatorio, senti sempre quella maledetta voce che ti suggerisce infida: «Ma chi te lo fa fare... mandala al diavolo questa squadra di brocchi... che da domenica prossima si trovino un altro portiere...». Chi non è portiere nel sangue si fa convincere o - massimo dell'infamia - decide di cambiare ruolo; chi, come Giambattista Losito, è un vero portiere (ma soprattutto un vero uomo) va avanti, continuando a sputare sui guanti e sulla vita grama riservatagli dal destino. Forse anche per questo Giambattista, senza saperlo e senza volerlo, è diventato un mito: «Mito è una parola grossa - racconta - ma i compagni di squadra mi vogliono bene, siamo come una grande famiglia che ogni domenica si riunisce per un rito al quale non rinunceremmo per nessuna cosa al mondo».

Da quando è apparso su Striscia la notizia e i video delle sue imprese circolano su YouTube, «SuperGiamb», come lo chiamano i tifosi della Leonessa, è ricercatissimo da giornali e televisioni. I dirigenti del club pugliese se lo coccolano: «È il nostro fiore all'occhiello, mediamente fa dieci parate a partita. Subisce caterve di reti, ma para calci di rigore e spesso è il migliore in campo. Vedrete, diventerà famoso...».
«In un certo senso famoso lo sono già diventato, anche se per un record che nessun portiere potrebbe mai invidiarmi», replica SuperGiamb. A lui, e a tutti i Losito del mondo, è dedicata la poesia «Goal» di Umberto Saba, versi bellissimi che descrivono gli occhi pieni di lacrime di un portiere «caduto alla difesa ultima vana». Che sia proprio la difesa del Leonessa Altamura?