In porto 15 chilometri di stoffe contraffatte

Quindici chilometri di stoffa e circa duemila borse contraffatte con la falsa griffe Gianni Versace sono stati sequestrati nel porto di Genova al termine di un’indagine condotta dai militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Genova, in collaborazione col personale del servizio di vigilanza antifrode dell’Agenzia delle dogane. I destinatari della merce, due imprenditori cinesi residenti nell’hinterland fiorentino, nei cui confronti, ora, sono dirette le attenzioni degli investigatori, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Genova per contrabbando e contraffazione di merce. L’attività è scaturita dal meticoloso monitoraggio delle spedizioni provenienti dall’Oriente: era chiaro che fosse imminente l’arrivo in porto di due container dalla Cina che, dichiarati come contenenti borse anonime, erano stati a quel punto selezionati per essere sottoposti a controlli. A Imperia, invece sono stati i carabinieri a scoprire un traffico di schiavi: clandestini sfruttati con orari e carichi di lavoro disumani, in condizioni di assoluta mancanza di sicurezza, in assenza di tutela previdenziale ed assistenziale, e sottoposti a trattamenti umilianti, brutali e degradanti quali la privazione del cibo e delle pause, accompagnate da intimidazioni e percosse. Secondo quanto ricostruito, gli extracomunitari venivano imbarcati ad Istanbul a bordo di navi mercantili con le quali raggiungevano il porto di Ravenna. Non potendo pagarsi il costo del viaggio, in molti si affidavano all’organizzazione per ottenere i cinquemila euro necessari. Una volta in Italia i clandestini venivano condotti a Imperia, alloggiati, dotati di documenti falsi e sfruttati nei cantieri edili.