Porto, blitz del governo decaduto: Merlo promosso capo dell’Authority

(...) «Okkupiamo tutto il possibile, prima che se ne accorgano e ci facciano smettere». Così, fra i tanti decreti in ballo, passa la ratifica del presidente dell’Autorità portuale genovese. E Luigi Merlo viene «intronato» ufficialmente nell’incarico, alla faccia delle regole del dopo-crisi che impongono di adottare solo provvedimenti di ordinaria amministrazione. Una fretta fin troppo sospetta, dopo il parere favorevole alla scelta dell’assessore regionale da parte del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi seguito dalla bocciatura del collega delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che pareva rimettere in discussione Merlo considerando l’evoluzione del quadro politico generale. Ma Prodi - e lo ha già dimostrato ampiamente - non è certo uno che si ferma di fronte alla coerenza, e neppure di fronte alla sfiducia del Senato e del Paese. Dunque: l’attuale assessore ai Trasporti della Regione Liguria sale al vertice di Palazzo San Giorgio con la benedizione di Romano. Che la benedizione sia sufficiente, comunque, sono molti a dubitarne. Rimane ancora un passaggio fondamentale previsto dalla complessa procedura di nomina: la pronuncia «consultiva» delle commissioni parlamentari Trasporti (della Camera) e Infrastrutture (del Senato) che devono esprimersi sulla scelta del capo del porto. E qui il centrodestra promette battaglia, anche alla luce della maretta trasversale che si è già fatta sentire in questa sede per il modo originale in cui si è arrivati alla nomina di Merlo. Dura la reazione di Forza Italia: il coordinatore regionale Michele Scandroglio parla di «atto di arroganza di un governo che non ha più la fiducia del Paese, ma vuole occupare l’ennesima poltrona», mentre Luigi Morgillo, capogruppo azzurro in Regione, denuncia «l'ultima lottizzazione di Prodi. E' incredibile che il governo con tutte le emergenze e le priorità che ci ha lasciato da risolvere, abbia trovato il tempo di varare l'intesa sulla nomina del presidente dell'Autorità portuale».
Ragionamenti che Merlo non prende nemmeno in considerazione: «Ringrazio il governo - dichiara - per la fiducia e attendo rispettosamente il pronunciamento della commissioni parlamentari. Credo che sia un attestato di fiducia per il lavoro svolto in questi anni, a fianco del presidente Burlando, al quale voglio dire ancora una volta grazie per le parole di stima e affetto che mi ha espresso pubblicamente. Una volta concluso l'iter di legge, che mi auguro possa definirsi rapidamente nonostante l'apertura della crisi di governo, mi metterò al lavoro. Abbiamo grandi prospettive - prosegue Merlo - e tutte le opportunità per essere un grande porto. La decisione del governo giunge dopo un vicenda complessa che non deve, in alcun modo, lasciare strascichi. Il porto è la vera e grande occasione per rilanciare il ruolo di questa città che deve vedere pienamente realizzatala sua naturale vocazione internazionale. Mi impegnerò per costruire il disegno di sviluppo del porto in armonia con le istituzioni interessate, a partire dal Comune e dal sindaco Marta Vincenzi: accolgo sin d'ora la proposta di un puntuale confronto di merito sulla prospettiva del porto non appena l'iter della nomina sarà completato».
Intanto, l’attuale presidente Giovanni Novi accetta la proroga del suo incarico oltre la scadenza del mandato, il 5 febbraio, per un massimo di 45 giorni, al termine dei quali, se le commissioni parlamentari non si saranno ancora riunite, scatterà il commissariamento. «Accetto la proroga - spiega Novi - dopo le attestazioni di stima e solidarietà ricevute, in particolare, dall’onorevole Claudio Scajola, dall’ex sindaco Giuseppe Pericu e dal presidente della Provincia Alessandro Repetto». Ma sono anche altri i problemi dello scalo che restano insoluti. I blocchi al Vte di Voltri, ad esempio, che, paventano gli spedizionieri, potrebbero prolungarsi oltre lunedì. E non basta un blitz del governo in agonia per riportare la normale operatività nello scalo.