Il porto «commissariato» da Burlando

(...) e oggi non si sa più di chi è figlio - è (dovrebbe essere) strumento e motore. Una specie di «golpe», insomma, seppure ammantato di mille e una giustificazioni: accelerare i tempi, superare le contrapposizioni, razionalizzare i conflitti di competenza, e naturalmente aprire i cantieri. Almeno, così l’ha messo in tavola Burlando, e come tale l’hanno accolto i destinatari, a partire da Novi che si è immediatamente dichiarato soddisfatto della piega degli avvenimenti. In realtà, dal punto di vista strettamente giuridico-istituzionale, il presidente della Regione - da ieri, anche commissario del porto - ha assunto poteri che dovrebbero essere ratificati dal ministero e dal Comitato portuale, l’organismo di cui fanno parte tutti gli «attori» dello shipping e delle amministrazioni locali. Ma è anche vero che, quando si parla di Affresco e di water front, è tutta la storia che non convince, non solo l’ultimo atto che si è consumato. Bisogna tornare indietro di qualche anno, per districarsi in quel labirinto di pareri che, fin dalla presentazione del primo schizzo autografo di Piano, si sono susseguiti in quantità esponenziale. Senza che il piano di Piano guadagnasse un millimetro. In compenso, convegni e dibattiti hanno discusso, elaborato, prodotto fiumi di inchiostro e di parole. Senza che il piano di Piano avanzasse di un millimetro. Nel frattempo, ognuno dei soggetti interessati si è pronunciato con chiarezza: «Sono affascinato dal progetto, sono incantato dalle soluzioni logistiche. Solo, proporrei questa variazione...». Hanno detto tutti così. Ma la piccola correzione ribaltava completamente il progetto. Del tipo, fior da fiore: trasformiamo l’aeroporto in area per il distripark e facciamo un altro aeroporto sul mare. Controdeduzione: no, facciamolo oltreappennino. Risultato: accantoniamo il problema. E poi: spostiamo a ponente le Riparazioni navali, per il trasloco ci vogliono solo tre anni. Controdeduzione: benissimo, ma nel frattempo loro, i riparatori, la più grossa e redditizia concentrazione di imprese genovesi, se ne vanno in montagna? Altra opportunità: sistemiamo il terminal delle autostrade del mare a Voltri. Controdeduzione: ecceziunale veramente, basta che a Voltri ci rimettano in sesto la spiaggia perché c’è qualcuno che vuol provare l’ebbrezza del tuffo a cento metri dalle superpanamax. Non basta: si è parlato (e mugugnato) tanto anche di spostamento del petrolchimico, di porticcioli turistici (che vanno e vengono in un amen dalla Foce a Sestri, all’estremo ponente), di dragaggi, di tombamenti (per aumentare gli spazi in banchina)... Senza che il piano di Piano procedesse di un millimetro. E sì, ci voleva proprio l’autocommissariamento per aprire i cantieri.