Il porto di Genova promuove Merlo e vara tre anni di cantieri

Un investimento complessivo di 400 milioni di euro, 170 già pronti per il 2012, 145 per il 2013 e 55 per il 2014. Tra le opere principali quelle per la costruzione del nuovo viadotto di Voltri, con la riqualificazione di alcuni piazzali e le opere a protezione della passeggiata a mare, il ribaltamento a mare nella zona oggi in concessione a Fincantieri, i bacini di carenaggio e altri progetti da realizzare nell'ambito delle riparazioni navali, il Piano del ferro (Interventi per potenziare l'infrastruttura ferroviaria nello scalo), il nuovo raccordo ferroviario al bacino portuale di Voltri, le opere complementari a Calata Bettolo con la piattaforma ecologica, il nuovo impianto per le rinfuse liquide e il progetto bunkeraggio a calata Olii minerali, la riqualificazione nell'area di Sampierdarena con lavori importanti a Ponte Libia, Ponte Somalia, Calata Inglese, Calata Massaia, calata Derna, ex idroscalo e l'adeguamento di alcuni tratti della diga foranea, altri rilevanti interventi nella zona del Polo passeggeri, in particolare a onte dei Mille e per la realizzazione del progetto Van Berkel a Ponte Parodi.
Il Comitato portuale ieri ha approvato il piano operativo triennale. Lo hanno votato all'unanimità, dando anche un forte segnale politico alla gestione del presidente Luigi Merlo che è stato designato dalla Provincia alla guida dell'Autorità portuale. Gli altri in corsa sono Renato Midoro, indicato dal Comune, e Walter Bertini «sponsorizzato» dalla Camera di Commercio. «Il mio mandato scade il 6 febbraio 2012 - ha detto Merlo - tuttavia, come da prassi, gli enti locali hanno designato la terna da presentare al ministero. Nei prossimi giorni indicheremo le linee guida per la stesura del nuovo piano regolatore portuale. Intendiamo concludere le opere ancora in corso e avviare i grandi interventi logistici per lo sviluppo delle attività portuali. Il piano triennale dà il via libera anche per il ribaltamento a mare di Fincantieri e costruisce le condizioni per la sesta vasca. A livello nazionale, tuttavia, occorrerebbe una cabina di regia e una generale riflessione sulla pianificazione e realizzazione delle opere portuali in tutti gli scali, perché, altrimenti, potrebbero sorgere cattedrali nel deserto».