"Porto i vampiri romantici nel Rinascimento italiano"

Il regista: "Sarà un’opera meno gotica, illuminata dall’arte di
Raffaello". Il protagonista Pattinson "braccato" dalle ragazzine sul set
in Toscana

Montepulciano - «Non sono una ragazzina di diciassette anni, ma ho letto New Moon più volte, perché spero di restituire in pieno il tono di questo libro fantastico», spiega Chris Weitz, il regista del film tratto dall’omonimo libro di Stephenie Meyer (The Twilight saga: New Moon) e che rappresenta il seguito di Twilight, il film-fenomeno di Catherine Hardwicke su liceali fichissimi, perché vampiri dal cuore romantico, pronti a fissarti con gli occhi dorati quando sono sazi e scuri quando hanno fame.

Oggi, infatti, apre ufficialmente l’unico set italiano di questa Luna Nuova, che promette fascinazione e pericolo in Val d’Orcia e vedremo ancora Robert Pattinson, il vampiro Edward, alle prese con il suo amore conflittuale per Kristen Stewart, alias Bella, la malinconica adolescente impazzita per il suo tenebroso amante, che vola sugli alberi tra estasi ed esaltazione, mentre resiste alla tentazione di succhiarle il sangue.

Reduce dal set di Vancouver, dove la troupe ha assistito alle usuali scene di fanatismo femminile per Rob Pattinson, ventitreenne star ieri apparsa fugacemente per firmare gli autografi in Piazza Grande, Weitz spiega come sarà il sequel di Twilight, mentre sua moglie dondola il loro piccolo Sebastian, addormentato nel marsupio, sul dorso materno. «Cercherò di mantenermi molto fedele al libro, perché il pubblico trae da lì il suo entusiasmo. Credo, infatti, che il successo del film sia nell’aderenza al testo», esordisce l’atletico Chris, noto come regista de La bussola d’oro. «Rispetto a Twilight adotterò un registro più classico, insistendo più sul Rinascimento.

Ci saranno meno elementi gotici, insomma, perché stiamo studiando l’arte di Raffaello, con la sua luminosità intrinseca. Girare in Italia, per noi, rappresenta un’opportunità straordinaria: si tratta del più bel Paese del mondo», s’infervora il cineasta, accompagnato dai produttori della Summit Entertainment, Bill Bannermann e Wyck Godffrey, reticenti sull’impegno economico di New Moon. Se si pensa che Twilight ha incassato 380 milioni di dollari al botteghino, cumulando 12 milioni di euro in Italia (dove è stato il terzo film più visto della stagione passata), è facile comprendere che lo sforzo sarà commisurato alle aspettative.

Nel cast, oltre ai due amanti impossibili, figurano Daniel Cudmore (Felix), Charlie Bewley (Dimitri) e Dakota Fanning (Jane), i quali avranno più spazio perché (purtroppo per le ragazze) stavolta Edward Cullen dalle pupille marroni (dipinte a mano) non avrà molte scene, in quanto partirà all’improvviso lasciando Bella nella più cupa disperazione. Il vampiro innamorato, infatti, desidera morire, ma non può: è immortale. E mentre lui cerca di provocare i terribili Vulturi, lei si consola con il licantropo Jacob: chiodo scaccia chiodo, soprattutto tra lupi mannari.

«La chiave del successo di questo fenomeno? È sicuramente nella valenza emozionale del tessuto narrativo. Quando si parla d’amore e di conflitti affiorano i sentimenti più profondi. E spero davvero d’essere all’altezza delle aspettative», rivela Weitz, che, ancora confuso dalla differenza di fuso orario e stordito dall’accoglienza delle vampirofile, si è rianimato all’idea di filarsela a dormire. Preceduto, in questa mossa salvifica, dal «vampiro» Robert Pattinson che, proveniente da Cannes, di sole e di luce non ne poteva più.