Porto, la Margherita butta a mare la giunta

«Non si può non leggere un giudizio critico sull’operato nella maggioranza Ds-Margherita». O ancora: «Va pertanto creata una discontinuità politica per ridare fiducia al corpo elettorale del Comune così fortemente disorientato». Non basta? «La disaffezione dalla politica e i personalismi, devono far ricordare che oltre al partito degli eletti esiste il partito degli elettori». E «s’impone un atto di chiarezza degli organismi provinciali sullo stato comatoso e confusionale della Margherita di Sestri Levante». Visto che a dire certe cose è il vice segretario provinciale della Margherita, Giorgio Sturla, e che il suo attacco è relativo alla bruciante sconfitta rimediata dalla maggioranza di Sestri Levante sul referendum per il porto, certe frasi si possono leggere in un solo modo. E cioè che la giunta di Andrea Lavarello, a Sestri Levante, sta rischiando seriamente di andare a casa. Una delle componenti più forti della maggioranza ammette di avere male governato e che è urgente una verifica «a maggior ragione tenuto conto che nella primavera del 2008 ci sarà un’altra consultazione elettorale per il rinnovo del consiglio comunale».
Fosse finita qui, per gli elettori della Margherita e per gli amanti del centrosinistra potrebbe però quasi essere una bella notizia. Nel senso che qualcuno si sta accorgendo degli errori commessi, sta verificando che l’elettorato non appoggia più la maggioranza, e soprattutto per questo sta cercando di porre rimedio. Anche a costo di avviare una serie analisi politica interna. Macché. La Margherita è Giorgio Sturla, vice presidente provinciale. Ma a Sestri Levante è anche Giorgio Grino e Luigino Sartor, i commissari locali del partito, che sempre ieri hanno dettato un altro comunicato stampa. Una nota dalla quale sembrerebbe che il progetto del porto sia passato che i «sì» abbiano stravinto, che la maggioranza abbia ricevuto un plebiscito. Si legge che «La Margherita (...) visti i risultati del referendum consultivo (...) conferma il pieno appoggio al sindaco e alla giunta in merito alla scelta referendaria che ha aperto la discussione sulla complessità delle problematiche che coinvolgono il porto turistico e peschereccio. (...) Le questioni attualmente aperte sulla gestione del demanio marittimo non possono dirsi definite dall’esito del referendum». Di andare a casa, di cambiare rotta, non se lo vogliono sentir dire da Sturla, ma dai sestresi tra un anno.