Il porto «vara» la banchina per supernavi da crociera

Ci possono attraccare le navi da crociera più grandi del mondo, su questa banchina lunga 340 metri. Tanti metri quanti ne occorrono per assecondare una vocazione turistica in pieno sviluppo, in grado di portare a Genova un milione di visitatori all’anno. Certo, sono questi i numeri più significativi del nuovo assetto della Stazione Marittima - Ponte dei Mille e Ponte Andrea Doria insieme, in attesa del completamento a primavera dell’accosto di Ponte Parodi - per consentire lo scalo in contemporanea di cinque unità di grosse dimensioni. Ma la notizia, anzi la notiziona è un’altra: «Bisogna pensare che, tra inizio e fine dei lavori, sono passati meno di tre anni!» sottolinea con orgoglio il presidente dell’Autorità portuale, Luigi Merlo, alla cerimonia di inaugurazione di ieri mattina. Ha ragione, Merlo, l’orgoglio è giustificato, visti i tempi biblici di realizzazione delle infrastrutture non solo portuali, anche se non si può dimenticare che di ampliamento dei moli di Ponte dei Mille si è cominciato a discutere una quindicina di anni fa: quando un certo Filippo Schiaffino e un altrettanto certo Fabio Capocaccia (nel senso che erano entrambi «timonieri» particolarmente sicuri e affidabili) hanno lanciato l’idea e messo nero su bianco il programma dei lavori. Pionieri o illusi? Oggi si può certificare la prima ipotesi, ma all’epoca, molti, forse troppi, verdi politicamente o verdi di invidia, avevano detto: «Maniman...». E ci sono voluti altri a raccogliere il testimone e portarlo a buon fine.
C’erano anche loro, Capocaccia e Schiaffino, ieri alla festa del taglio del nastro, soddisfatti, ma un po’ defilati rispetto ai rappresentanti ufficiali delle istituzioni. A cominciare dal sindaco Marta Vincenzi, in versione insolitamente e teneramente low profile: «La struttura è bellissima e funzionale, ma chi sbarca a terra - ammette con apprezzabile candore Marta - trova ancora una città non leggibile. Dobbiamo darci da fare per migliorarla». Coraggio, manca ancora una manciata di mesi a fine mandato. Nessun trionfalismo nemmeno dal presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, secondo cui questa opera «è la dimostrazione che le cose in Italia si possono fare, ma bisogna accelerare i tempi dei lavori». Aperto consenso, fra gli altri, da parte del sottosegretario Bartolomeo Giachino, del presidente di Stazioni Marittime Spa Ferdinando Lolli, e degli «istituzionali» Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, Pippo Rossetti, in rappresentanza del governatore Claudio Burlando, Luigi Morgillo, delegato ufficiale del presidente del consiglio regionale Rosario Monteleone, oltre che dai parlamentari Mario Tullo, Roberta Pinotti, Roberto Cassinelli, e Sandro Biasotti (in rigoroso disordine alfabetico, ma in perfetto ordine di assalto alle tavole imbandite del buffet attrezzato per l’occasione). L’attenzione, comunque, si è accentrata soprattutto su Pierfrancesco Vago, numero uno di Msc Crociere, l’armatore che ha scelto Genova come home port, capolinea delle proprie regine del mare. A Msc è affidata anche la speranza di nuove unità da costruire negli stabilimenti Fincantieri, indispensabili per ridare ossigeno all’ammiraglia dell’industria cantieristica nazionale. Ebbene, com’era prevedibile, Vago, nomen omen, è rimasto ancorato al massimo riserbo. Si è lasciato scappare, ma non pare a caso, un: «Forse potremmo dare un’occhiata alla cantieristica». Per aggiungere però immediatamente: «Tutte le parti in causa devono fare la loro parte, a cominciare dalle istituzioni e dal sistema finanziario». Nel frattempo, Merlo ha annunciato che presto sarà inaugurato l’ampliamento da 10 milioni di euro della banchina Fincantieri.
È già il massimo cui si poteva, ragionevolmente, aspirare in una circostanza come quella di ieri mattina, in cui era giusto dare rilievo anche alle caratteristiche dell’opera, costata 13 milioni di euro, e a quello che significa nel quadro di trasformazione e sviluppo del compendio passeggeri del porto di Genova. «Un piano molto articolato - aggiunge ancora Merlo -. Dopo il completamento del dragaggio dei fondali dell'area passeggeri che consente anche alle navi con maggior pescaggio di attraccare alle banchine genovesi, il piano prevede la gara per il restyling e l'utilizzo dell'edificio Hennebique, probabilmente entro fine anno, e il completamento del progetto di Ponte Parodi per cui Autorità portuale sta realizzando le opere marittime propedeutiche». A proposito: i passeggeri hanno toccato quest'anno quota 800mila, «ma credo che con il completamento di Ponte Parodi e il restauro dell'Hennebique - conclude il presidente dell’Autorità di Palazzo San Giorgio - raggiungeremo il milione di passeggeri. Questo anche grazie alle compagnie che hanno scelto Genova, prima fra tutte Msc che, oltre a stabilire Genova come home port, potenzierà i suoi uffici nella nostra città con una nuova e prestigiosa sede». Inoltre, anche Royal Caribbean sta rafforzando la sua presenza su Genova: nel 2010 con Navigator of the Seas (311 metri) e Celebrity Constellation (294 metri), mentre per il 2011 sono in corso diversi scali della Mariner of the Seas (311 metri).
Non solo container, insomma, nel futuro dello scalo, con prevedibili, sostanziose ricadute economiche sulla città. Purché Genova, naturalmente - vero, sindaco? - torni ad essere «leggibile».