Portofino Coast si regala la sfida alla Coppa America

Il consorzio festeggia 20 anni di attività e vuol organizzare nel Tigullio match race under 18

Meglio partire dal futuro per raccontare vent’anni di Portofino Coast. Perché di festeggiare un traguardo che in pochi avrebbero pronosticato il presidente Franco Orio ne ha una gran voglia (e lo fa), ma in testa ha già la prossima sfida. E la prossima sfida intende lanciarla all’America’s Cup. Portofino Coast è sì un consorzio, ma tra i suoi scopi non c’è quello di fare l’armatore di una barca da sogni. La sfida che intende lanciare è su scala più ampia. Portofino Coast vuole portare nel Tigullio quello che è a tutti gli effetti considerato il mondiale del match race. E siccome Ernesto Bertarelli, patron di Alinghi, non ha certo in programma di cambiare campo di regata a favore della Liguria di levante, Franco Orio ha in mente di fargli «concorrenza». Non sleale, piuttosto, complementare. La Coppa America che vuole portare nel Tigullio è una sua creatura. E soprattutto è riservata ai velisti under 18. La creatura è già nata. Quest’anno si è già disputata la «Italiana Cup», con equipaggi italiani e stranieri divisi in due «gironi» tipo Louis Vuitton Cup. Ma è il futuro, la crescita, a riservare le aspettative migliori.
Questo sì che rientra negli scopi del consorzio Portofino Coast, che nel 1987 si è costituito ad opera di 19 imprenditori di primo livello, per dare un futuro al turismo d’élite. Prima per Portofino e dintorni, poi, con il passare degli anni e con l’aggiungersi dei soci (oggi 54), per l’intero Tigullio. Sempre puntando alla qualità e a un servizio sempre più completo ed efficiente da dedicare ai turisti. Per rendere l’idea, Portofino Coast è nato ufficialmente nel 1987, ma è stato concepito quasi per caso un anno prima, quando Franco Orio veniva «spedito» alla prima Borsa del Turismo per organizzare uno stand artigianale della «Rapallo Congressi». Unico esponente ligure, invidiato dalle allora aziende di soggiorno, poi Apt e comunque sempre più carrozzoni pubblici. Si partì da quell’esperienza. S è arrivati, oggi, a una società di servizi all inclusive. Il consorzio organizza prenotazioni albergiere e di battelli, servizi hostess e cerimonie, percorsi enogastronomici e culturali, congressi e serate di gala. Tutto ciò che fa turismo di altissimo livello.
E la Coppa America under 18 è proprio uno di questi appuntamenti in grado di far fare l’ennesimo salto di qualità a un settore che altrove invece paga pesanti pegni alla crisi. «Finora abbiamo ottenuto grandi risultati, e tra tanti mi piace ricordare il fatto di aver fatto lavorare insieme grandi strutture, alberghi, ristoranti e anche paesi che prima ciecamente vivevano solo di concorrenza reciproca, siamo stati un volano per lo sviluppo tra Recco e Moneglia - sottolinea Orio -. Ora guardiamo all’“Italiana Cup” per fare un nuovo passo in avanti. Il progetto, già avviato, è quello di sviluppare sempre più questa manifestazione a livello mondiale. E ci sono già contatti, oltre a una dichiarazione di disponibilità di team come Mascalzone latino e Shosholoza, interessati alle prossime edizioni».
Un presidente Orio che lunedì sera, in una delle perle ricettive del Tigullio, il Grand Hotel dei Castelli di Sestri Levante, ha tagliato la torta dei 20 anni del consorzio, concentrandosi soprattutto sui ringraziamenti ai protagonisti di questo piccolo, grande miracolo ligure. Una torta solo assaggiata, perché con il suo braccio destro, il direttore del consorzio Patrizia Di Forte, Franco Orio guarda ovviamente già avanti. Al futuro. Alle «nozze d’argento». Con la baby Coppa America.