Portofino-Santa guerra per le navi

Se entro i primi mesi del prossimo anno Portofino non sarà dotato di un piano di sicurezza adeguato per l'approdo delle navi da crociera, il porticciolo rischierà di perdere l'80 per cento circa degli scali: circa 130-140 navi per un totale di 30-40mila passeggeri. A certificarlo non sono solo alcuni dei più importanti operatori marittimi, ma soprattutto i firmatari di un protocollo d'intesa con il Comune di Santa Margherita Ligure che avvia ufficialmente l'iter per mettere in sicurezza il porto sammargheritese. Il documento è stato sottoscritto ieri mattina dal comandante della Capitaneria di Porto, Leonardo Deri, dall' assessore al Turismo di Santa, Giuseppe Pastine, e dagli «operation manager» della Cemar Agency Network e della Hugo Trumpy di Genova. «Si tratta di una procedura per arrivare ad un piano di sicurezza antiterrorismo - spiega il comandante Deri - che fino ad ora non era stato necessario per l'esiguità del numero degli approdi». A Santa Margherita ogni operatore avrà la possibilità di fare security con il proprio personale. Le spese per la consulenza da parte di Rina Industry per la valutazione del rischio e del piano di sicurezza ricadranno interamente sulle agenzie marittime che hanno firmato il protocollo. Sarà poi a discrezione del singolo decidere se far rientrare i costi della sicurezza nel servizio di raccomandazione delle navi. A Portofino, invece, il Comune ha affidato la gestione della banchina del porto ad una società privata, che conta di applicare nel 2007 una «tassa» di 4 euro a passeggero per coprire i costi della sicurezza. «Tutto procede come previsto - chiarisce Giorgio Grillo, operation manager della Hugo Trumpy -. Santa Margherita si sta dimostrando idonea ad accettare le navi da crociera e il traffico di crocieristi con tutti i crismi della sicurezza. Cosa che a Portofino ancora non c'è. Stiamo dicendo agli armatori quali sono le condizioni per gli scali del 2007. Alcuni che avevano messo nel booking il porticciolo, hanno già cambiato idea; altri stanno valutando concretamente la possibilità di spostarsi dove si può lavorare meglio. E infine ci chiediamo: come mai a Santa l'adeguamento alla sicurezza non ha costi esorbitanti e invece a Portofino sì? Sarebbe bello avere una risposta».