Portofino, la sinistra vuole il parco di destra

Tanto rumore per nulla. Anzi, per fare tutto uguale. Franco Orsi oggi è consigliere di Forza Italia. Nella giunta precedente guidata da Sandro Biasotti era assessore all’Ambiente. Nei timpani sente ancora le urla di ambientalisti, animalisti e centrosinistra tutto quando approvò il Piano del Parco di Portofino, quello che definiva che intorno ai confini storici ci fosse un’area Sic, e cioè sito di interesse comunitario, e che fissava in tre Regolamenti l’accesso veicolare e i manufatti edilizi, la conservazione del Sic e la forestazione. «Ebbene vedo con piacere che dopo tutte le polemiche e lo scandalo sollevato l’anno scorso per il Piano del centrodestra oggi la giunta di centrosinistra ha deciso di non modificarne neppure una virgola» se la ride. In effetti, ieri il consiglio regionale ha approvato il primo dei tre Regolamenti del Parco. Orsi ricorda «le campagne di stampa contro il sottoscritto, quando si diceva che ero come Attila e volevo distruggere il Parco. La verità è che con quel Piano abbiamo riportato i confini a quelli storici del 1936 e abbiamo deciso di tutelare in modo diverso l’ex area di cornice facendola diventare Sic». Il Consiglio regionale ha approvato il «Regolamento degli interventi sulla vegetazione» del Parco di Portofino. È un documento diviso in quattro Capi per 72 articoli che contengono le norme dettagliate per intervenire sul terreno e sulla vegetazione forestale e naturale dell’area protetta. «Con la giunta - ha detto Orsi - decidemmo di procedere con i Regolamenti, che hanno lo stesso valore del Piano, per garantire un maggiore controllo sull’attività dell’ente. Dopo aver gridato allo scandalo mi sarei aspettato che questa nuova giunta portasse modifiche sostanziali al Piano, invece lo si vuole accogliere in modo integrale». L’assessore all’Ambiente Franco Zunino non ha gradito e ha replicato che «le critiche al piano della precedente giunta permangono e Orsi anticipa un giudizio della giunta che non è ancora stato espresso: il regolamento approvato in consiglio non è lo strumento per modificarlo, ci sarà tempo e modo per farlo insieme alla maggioranza e agli enti territoriali». Pronta la controreplica dell’azzurro: «Se avesse voluto modificare il Piano, la giunta non avrebbe lasciato immutati i regolamenti. Sarebbe infatti assurdo lasciare identiche le regole per la gestione dei confini se si volessero cambiare i confini stessi».