Il Portogallo lascia l’Europeo Ronaldo anche il Manchester

nostro inviato a Basilea

«Ho preso la mia decisione due giorni prima della finale di Champions ma non ho voluto turbare l’ambiente. I treni passano una sola volta nella vita, come dice Scolari e io non voglio perdere il mio. Questo è un sogno, per me, per la mia famiglia». Cristiano Ronaldo non dice Real, ma dice ciao Manchester. Se ne va, dalla Premier e dall’Europeo. Ciao ciao Ronaldo, è stato bello, le tue corse a schiena dritta, i tuoi doppi passi, la tua fidanzata. Ma se nessuno si fa avanti seriamente, questa Germania magari alza il braccio e si candida. Un minuto buono dei tedeschi e l'Europeo ha cambiato faccia: Ballack dalla riga di metà campo avvia il giro del fumo, palla che finisce alle spalle di Ricardo senza che nessuno riesca a sfiorarla. Tutto senza genialate e tutto a un metro dalla panchina di Felipe Scolari che resta impietrito. Un solo giro della lancetta piccola e un fallo su Metzelder sposta nuovamente il baricentro nella metà campo del Portogallo. Punizione di Schweinsteiger nel mucchio dove svettano le teste tedesche, Bosingwa si perde Klose che un po' di tempia e un po' di spalla, segna nuovamente per la Germania. È il 23', fino a quel punto Cristiano Ronaldo si è visto solo in preghiera alla ricerca del pallone giusto. Friedrich a tratti lo marca a uomo, il portoghese cambia fascia, da sinistra a destra, poi si mette in mezzo e sposta Nuno Gomes, niente da fare. Il Portogallo, stella dei gironi, sbatte contro le montagne tedesche.
La rete di Schweinsteiger è stata qualcosa di stupendo, un'azione supermanovrata in cui hanno messo il piede nell'ordine Ballack, Podolski, Klose, Ballack di nuovo, Podolski, centro basso, irruzione del panzer Schweinsteiger in area che brucia sul tempo Ferreira sul primo palo. Fino a quel minuto fra Germania e Portogallo sul manto nuovo del St Jakob Park si era visto poco. E quando in giro c'è gente con le idee poco chiare, si sa che i tedeschi trovano sempre la strada per mandarti a casa. Eppure prima del fischio di Frojdfeld sembrava tutto dalla parte di Cristiano Ronaldo, Portogallo al completo, la Germania invece senza Frings, costola rotta: dentro Rolfes del Bayer Leverkusen, copia sbiadita dicono i tedeschi. Podolski, contrattura al polpaccio, invece c'è.
È una Germania che viene giù come l'acqua, senza fantasia ma continua, fastidiosa, pesante, due azioni serie e due gol, quando poi Lehmann esce dalla sua area piccola con una presa in volo, sembra di essere a Italia '90: niente di speciale ma tantissima Germania. I tedeschi scendono e tirano giù i nanetti portoghesi, Ronaldo ci prova da lontano, Bosingwa e Simao da vicino, Scolari cambia, fuori Moutinho, dentro Meireles, non è questo che scuote i portoghesi ma qualcosa cambia, Ronaldo sulla sinistra, Deco lo vede e lo mette davanti a Lehmann, respinto il tiro, Nuno Gomes di sinistro, Mertesaker sulla riga tocca ma non basta, è il 2-1 che riapre le illusioni portoghesi, poi ci penserà ancora Ballack a rimettere le cose al loro posto. Nel finale ancora tanto Portogallo che non vuole andarsene da un Europeo che sembrava solo suo, invade la metà campo tedesca, segna Helder Postiga ma non cambia niente. Se nessuno si fa avanti la Germania c'è, ufficiale.