Portogallo più forte di Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo tradisce ancora una volta, ma il Portogallo si tiene aggrappato con le unghie all’Europeo grazie alla prodezza di Silvestre Varela

Cristiano Ronaldo tradisce ancora una volta, ma il Portogallo si tiene aggrappato con le unghie all’Europeo grazie alla prodezza di Silvestre Varela. Nel festival del gol di Leopoli, manca solo il nome dell’asso di Funchal: i fasti del Real e della Liga sono lontani, il feeling tra CR7 e la nazionale lusitana continua a non decollare. Svogliato, impreciso alla stregua di un dilettante, con i suoi due errori clamorosi sotto porta il fuoriclasse madridista rischiava di far chiudere in anticipo l’avventura dei portoghesi in Ucraina. Dopo la partita con la Germania aveva gettato via in malo modo la fascia di capitano, evidenziando un certo nervosismo. Ieri ha rimediato anche un’ammonizione stupida nel finale, era deluso per i gol falliti ma per lo meno rinfrancato dalla vittoria merito dei suoi compagni che frena la serie nera dei lusitani (tre ko) nelle fasi finali dell’Europeo.

Se Ronaldo non vede la porta, il Portogallo trova almeno i guizzi dei «vecchietti» Pepe (29 anni), Helder Postiga (30 a settembre, rispolverato titolare - si dice - per intercessione di Mourinho) e quello di Varela, arma della disperazione inserita da Paulo Bento dopo che la Danimarca aveva miracolosamente recuperato il doppio svantaggio grazie al suo bomber Nicklas Bendtner.

La punta di proprietà dell’Arsenal, nell’ultima stagione in prestito al Sunderland, ha i lusitani come bersaglio preferito: con la doppietta di ieri (sfruttati al meglio gli assist di Krohn-Dehli e Jacobsen) sono 5 le reti infilate al Portogallo nelle ultime 5 sfide. Bendtner diventa così il quinto calciatore danese della storia a segnare due gol in una partita della fase finale degli Europei, ma è una magra consolazione.

La Danimarca non ripete così l’impresa del primo turno, quando aveva piegato l’Olanda grazie a un’ottima organizzazione di gioco ma se non altro dimostra di essere una squadra di carattere. Dal punto di vista tecnico, invece, il Portogallo sembra una spanna sopra agli scandinavi. Tanto che dopo il 2-0 dei primi 36 minuti, l’impressione è che i lusitani possano avere facile gioco sugli avversari nonostante che Bendtner rimetta in pista nel finale di primo tempo la squadra di Olsen.

Ma è l’incognita Ronaldo a pesare sull’andamento del match: su due ripartenze, il fenomeno del Real fallisce goffamente il match ball, tanto da rianimare i danesi. Finchè Bento non toglie dal cilindro la carta Varela, che nella stessa azione cicca il pallone rimediando poi con un gran tiro che supera Andersen. Un tiro efficacissimo che fa tirare un sospiro di sollievo al Portogallo e «salva» da un possibile linciaggio mediatico l’illustre compagno madridista.