In Portogallo umiltà e concentrazione saranno le armi vincenti di una formazione che deve ancora trovare la forma migliore

Tre gol, quelli di Bonazzoli, Volpi e Gasbarroni, ognuno dei quali valeva il prezzo del biglietto. Tre capolavori. Tre gioielli incastonati in una vittoria, quella contro la Reggina, di importanza fondamentale in vista dell’esordio in coppa Uefa e dell’immediatamente successivo severo esame col Milan in campionato. Tre gol col buon peso dei tre incredibilmente divorati dal Migliore, Francesco Flachi. Ma attenti a dare il giusto peso alle cose, a scanso di contraccolpi micidiali.
La sera del 23 ottobre 1985, nel monumentale Estadio da Luz di Lisbona, la spumeggiante Sampdoria di Bersellini (Bordon; Mannini, Galia; Pari, Vierchowod, Pellegrini; Scanziani, Souness, Mancini, Salsano, Vialli), fresca vincitrice della prima Coppa Italia della propria storia, buscò due gol a zero dal Benefica dopo aver dato spettacolo per l’intero primo tempo, però finito zero e zero. La mattina appresso, sull’aereo che ci riportava a Genova, deluso per il gol di Diamantino ingenuamente beccato in apertura di ripresa e ancor più per il raddoppio di Rui Aguas malaccortamente subìto a un minuto dal termine del match, Paolo Mantovani fece annunciare dallo steward che avrebbe personalmente rimborsato il costo del viaggio ai tifosi al seguito. Si trattò del modo perfidamente elegante scelto dal Presidente per far sapere via altoparlante a Bersellini tutta la propria disapprovazione in vista dell’ormai probabile cocente eliminazione dalla Coppa Coppe al secondo turno (al primo si era superato a fatica il Larissa: 1-1 là, gol di Mancini; 1-0 a Marassi, altro gol di Mancini), che difatti si consumò il 6 novembre al Ferraris con l’inutile gol dell’1-0 di Pino Lorenzo. Perché riesumo l’aneddoto nel giorno in cui la Sampdoria di Novellino sta per debuttare in Coppa Uefa ben sapendo che il rapporto Garrone-Novellino è per contro improntato ad amore? Per la semplice ma fondamentale ragione che l’attuale Sampdoria non ha ancòra raggiunto né la generale condizione atletica né la specifica solidità difensiva della passata stagione e dunque in terra portoghese i suoi giocatori faranno bene a dimostrarsi più umili e concentrati di sempre: dappoiché è ampiamente dimostrato che alla Sampdoria operaia di mister Walter se resta umile nulla è precluso.
Sul fronte rossoblu, finalmente cancellato l’algebrico «meno» in classifica che stringeva il cuore, non resta che continuare su questa strada, pensando sempre a vincere. E a limitare i danni fuori. Ribadisco il concetto che giudico fondamentale: per favore ci si industri ora a far sì che gli ulteriori punti di penalizzazione, visto che puntuale come la morte è arrivato il deferimento del Presidente per aver violato la clausola compromissoria, si limitino ai sopportabili 3. Per favore fatela finita con gli avvocati, o semmai fateli lavorare a luci spente. Rasserenatevi e rasserenate. Basta con le pubbliche illusioni e i fantasmi di complotti: e al tirar delle somme di appioppare a voi, e a chi vi tiene bordone, la patente di mandanti. Vavassori è un ottimo allenatore, ben scelto per risalire dalla C alla A. Il tosto e positivo Vavassori va messo nella condizione di lavorare al meglio. Una tifoseria come quella del Grifone nessuno la possiede in C e pochi possono vantarla nell’Olimpo del calcio nazionale. Facciamo in modo che il suo apporto si concretizzi in classifica in supplementari preziosi punti in «più».