Positivo al doping Mellouli, sorpresa del nuoto

da Parigi

Il tunisino l’ha combinata grossa, ma qualcosa era nell’aria già ai mondiali di Melbourne. Il tunisino è Oussama Mellouli, campione del mondo degli 800 stile libero e argento nei 400 sl, nuova stella made in Usa (nel senso che studia e si allena negli Stati Uniti), trovato positivo ad un controllo antidoping effettuato durante gli Us Open, disputati il 30 novembre a West Lafayette, vicino a Indianapolis. Positività alle amfetamine che porta diritto alla squalifica: due anni di sospensione con la cancellazione dei risultati ottenuti da quel momento e con conseguente addio alle Olimpiadi di Pechino. Nel caso, ne avrebbe beneficio Federico Colbertaldo, il nostro uomo computer delle distanze lunghe che, dopo essere entrato in tre finali senza arrivare al podio, verrebbe premiato con il bronzo negli 800 sl dove si è piazzato dietro Mellouli, il polacco Stanczyk e l’australiano Stevens.
Birichinata svelata dal sito del quotidiano L’Equipe. Anche se, durante i mondiali australiani in coincidenza con l’esplosione del caso Thorpe, il giornale francese aveva ammiccato ad una positività del tunisino scoperta il 7 dicembre. Ora Mellouli ha spiegato l’incidente con la voglia di studiare. «Poco prima dell’Us open avevo deciso di dare una svolta ai miei studi: ho preso questo prodotto che stimolava il sistema nervoso e permetteva di restare sveglio». Un compagno del college statunitense della Ucla gli ha fornito la pillola e lui ha ingoiato. Un po’ debole come spiegazione. La Fina non ha gradito lo snobismo della federazione tunisina, che si è limitata ad un avvertimento formale e, come con Thorpe, ha deciso di portare il caso davanti al tribunale sportivo di Losanna per modificare la sanzione.