«Una posizione condivisibile» «No, è indebita interferenza»

Centrodestra d’accordo col pontefice, il centrosinistra lo attacca

da Roma

A due settimane dal referendum sulla procreazione assistita scienza e principi cattolici tornano al centro del dibattito politico. La tutela «della vita e dell’embrione» a caposaldo del nuovo catechismo di Benedetto XVI ripropone lo stesso agone delle scorse settimane, quello dei «sì» e del «no» alla consultazione sulla procreazione, in questo caso a qualsiasi tipo di manipolazione del concepito. Rocco Buttiglione (Udc) e Gustavo Selva sono «totalmente d’accordo con il pensiero di Ratzinger, esplicitato nel suo Catechismo: «Non posso che essere totalmente d’accordo con quanto sostiene e scrive Papa Ratzinger - osserva il ministro -. La tutela dell’embrione è un diritto elementare che va tutelato sempre». «Lo Stato - aggiunge Selva - ha i diritto di difendere la persona umana da qualunque attentato, altrimenti viene violato lo Stato di diritto».
Come per il referendum, anche in questo caso c’è una certa trasversalità di commenti. Tra chi appoggia il Papa per esempio c’è Giuseppe Fioroni, dell’esecutivo della Margherita, che propone la mediazione: «Mi auguro che nessuno voglia contestare - invita - il legittimo diritto della Chiesa di illuminare le coscienze dei propri fedeli, visto che il catechismo si rivolge a loro». Secondo Fioroni «le libere affermazioni di principio» contenute nel compendio «non mettono in discussione la libera determinazione dei cittadini e dello Stato rispetto alle proprie leggi» e invita a non cedere in «ridicole strumentalizzazioni». Ma gli ex promotori del «sì» vedono nei contenuti del nuovo compendio ratzingeriano un ulteriore passo indietro rispetto alle esigenze di scienza e diritti civili: durissimo è il segretario dei radicali Daniele Capezzone, secondo cui la presa di posizione del papa «sfiora il ridicolo» e addirittura «mina le radici del Concordato del 1929». «La Chiesa - attacca Capezzone - è in campagna elettorale permanente. Non si è mai visto che una Conferenza episcopale in quanto tale entri a gambe tese in una campagna elettorale indicando chiaramente cosa bisogna votare o non votare. Si apre una questione grande come una casa». Se per il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi quella di Benedetto XVI «è una posizione condivisibile non solo dai credenti», secondo Vannino Chiti (Ds) la Chiesa «non può usare il braccio dello Stato. Per questo occorre distinguere tra Stato laico e Stato etico, che impone dall’alto un convincimento a cui tutti devono aderire». Bobo Craxi invita lo Stato a farsi avanti e a non lasciare «soltanto alla Chiesa il dovere di tutelare l’embrione». Craxi propone anzi di creare un «comitato di bioetica nazionale al quale affidare la riscrittura di uno statuto per l’embrione».
Si trova completamente d’accordo con il Papa il ministro delle Riforme Roberto Calderoli: «L’embrione va tutelato dalla legge. Sinceramente trovo inverosimile che ciò non avvenga». Mentre il laico Roberto Villetti, vicepresidente dello Sdi, pur sottolineando che «la Chiesa ha piena autonomia nel definire il proprio catechismo», contesta invece la «trasformazione dei valori morali in legge dello Stato. Abbiamo sempre rispettato la Chiesa - precisa - ma abbiamo reagito quando si è tentato di inserire valori morali alla base dello Stato».

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