Posseduto dallo «spirito» inseguito in strada

Un attacco «mafioso», un attentato che alza l’asticella della malavita e della preoccupazione nella popolazione del levante ligure. Una «bomba rudimentale», così è stato definito dagli inquirenti, l’ordigno che ha fatto saltare in aria l’auto privata di un ispettore capo della polizia giudiziaria di Chiavari. L’attentato, che non ha causato feriti, è avvenuto la scorsa notte a pochi metri dall’abitazione dell’ispettore a Casarza Ligure, nell’immediato entroterra di Sestri Levante. Al momento sulla vicenda sono al lavoro gli investigatori della squadra mobile di Genova e i colleghi del commissariato di polizia di Chiavari. Secondo quanto si apprende, mancherebbe il movente, perché l’ispettore non avrebbe mai ricevuto minacce. Ma certo la sua attività quotidiana con la squadra investigativa della procura potrebbe rappresentare una valida base di partenza per il lavoro degli inquirenti.
Resta però soprattutto il fatto in sé. «Quanto accaduto è un gesto di estrema gravità - osserva il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Chiavari, Francesco Cozzi, a proposito dell’ordigno che ha distrutto la macchina privata del poliziotto - All’ispettore vittima dell’attentato va tutto il mio sostegno morale e, ovviamente, quello dei colleghi. In questo momento ci sentiamo tutti colpiti dal gravissimo gesto nel quale fortunatamente non è rimasto ferito nessuno». L’indagine è affidata al sostituto procuratore Francesco Saverio Brancaccio. L’episodio avviene a qualche mese di distanza da un altro attentato ai danni di un rappresentante delle forze dell’ordine. Ad andare distrutta da un incendio doloso era stata infatti l’auto di un maresciallo dei carabinieri a Genova Voltri. Pericolosi segnali di una prova di forza tentata dalla malavita.