POSSIAMO FARE A MENO DI LUI?

Quello che dà un po’ fastidio è che, non ancora celebrato il funerale, già si spartiscono l’eredità. Per la Bbc, anzi, Donadoni non è già più l’allenatore della nazionale italiana e anche se la Figc si è affrettata a smentire l’indiscrezione è chiaro che i sussurri diventeranno notizia nel giro di qualche ora.
Intanto, però, è già partita la ricostruzione e se è vero che Lippi è l’uomo giusto, se a Lippi si deve solo dire grazie, se Lippi ci porterà al prossimo mondiale di nuovo da protagonisti, forse sarebbe bastato aspettare un paio di giorni, ad esempio, per reclamare a gran voce il ritorno in azzurro di Nesta e Totti. Si parla già di telefonate tra il prossimo il ct e l’attaccante della Roma, un bel «dài, vieni, che adesso si torna a vincere» che, se non è uscito dalla fantasia di qualche penna è quantomeno un po’ stonato. Un po’ perché formalmente Donadoni è ancora sulla panchina italiana e un po’ perché lo stesso Totti aveva dichiarato la sua rinuncia alle convocazioni motivandola ufficialmente con il fatto di non poter sovraccaricare il suo fisico dopo i ripetuti infortuni. Senza dimenticare che il capitano giallorosso nel 2010 avrà 34 anni.
In pratica: non è vero che Lippi sta pensando a Totti e sicuramente a Totti non interessa tornare in azzurro, così come sicuramente a Nesta. Però c’è un partito che lavora per cancellare del tutto due anni non tutti da buttare e chiusi con stile da Donadoni che ha rinunciato alla penale per l’esonero. Lippi (ma chi glielo fa fare?, verrebbe da chiedersi) non cadrà certamente nella trappola, ma di sicuro la sfida è di quelle con l’asticella a livelli da record. Se ce la farà, diventerà il più immortale di tutti, se fallirà ci sarà qualcuno pronto a dimenticare Berlino. E soprattutto resterà la domanda che ci facciamo oggi: non si poteva davvero fare a meno di lui?