«Possiamo vincere la sfida in Campidoglio»

Stefania Scarpa

La conquista del Lazio da parte del centrodestra ridisegna lo scenario politico anche nella capitale, con un clima che sta decisamente cambiando e che fa ben sperare in vista delle amministrative del 28 maggio. La Casa delle libertà è pronta a lanciare la sfida a Veltroni per la conquista del Campidoglio. E per ora non rinuncia alle tre punte, Alemanno, Antoniozzi e Baccini, anzi rinvigorite dal recupero di voti in tutto il Lazio. Alleanza nazionale, per bocca del suo candidato sindaco Gianni Alemanno lancia addirittura il “Laboratorio Roma” sfidando Veltroni sul suo stesso terreno politico. E si dice disponibile a fare un passo indietro in caso di una candidatura unica istituzionale per fronteggiare l’attuale sindaco. Ipotesi, quella di un candidato unico di spessore, circolata a più riprese all’indomani delle elezioni politiche.
Ma ora, quello che soprattutto tiene unite le tre punte, è la certezza, sottolineata da Alemanno «che il centrosinistra ha preso una botta forte» e soprattutto che «con una campagna elettorale seria e costruttiva Veltroni può essere sconfitto». Insomma Roma potrebbe essere «a portata di mano».
Non è solo Alemanno a parlare di risultato che conferma la saldezza della Cdl: anche il candidato dell’Udc Mario Baccini ricorda che «sono oltre 100mila le preferenze accordate dai cittadini all’Udc solo a Roma, dato che si affianca a un exploit significativo nel Lazio. Ecco perché Veltroni non può dormire sonni tranquilli».
Alfredo Antoniozzi, candidato sindaco per Forza Italia, si dice sicuro che «la sinistra di Veltroni sta cominciando a temere il ribaltone su Roma. Esiste un’alternativa a Veltroni, a Rifondazione Comunista, ai centri sociali». «Il risultato elettorale della città di Roma - ribadisce il coordinatore cittadino di Fi Giampaolo Sodano - dimostra la capacità di Forza Italia di farsi interprete degli interessi della comunità romana. A fronte del nostro successo - aggiunge Sodano - significativo se si confronta con il risultato delle regionali dello scorso anno, va messa in evidenza la sconfitta della Margherita, scesa al 9 per cento dei consensi e quella dell’Udeur. Il partito di Mastella con il contributo di Marco Verzaschi passa dall’1,21 allo 0,76. Gli elettori moderati hanno fatto una scelta chiara e inequivocabile. Questo è il punto da cui dobbiamo partire per le elezioni amministrative ricercando la massima convergenza».
«La Margherita esce ridimensionata dal successo di Rifondazione. Lo scenario è inquietante: il sindaco è ricattabile dall’estrema sinistra», osservano Vincenzo Piso, presidente della Federazione romana di An e Beatrice Lorenzin, coordinatore regionale di Forza Italia.
Il responsabile dei rapporti con il mondo cattolico di Forza Italia Francesco Giro e il responsabile della campagna elettorale nel Lazio Giorgio Simeoni prendono di mira direttamente Veltroni: «È da lunedì che il sindaco ripete come un ritornello il risultato straordinario della sinistra con Prodi nel Comune di Roma - spiegano in una nota. - Ma se andiamo a leggere bene i dati rispetto ad un anno fa la sinistra a Roma si ferma e addirittura arretra, passando dal 53,95 per cento con Marrazzo al 53,85 per cento con Prodi, mentre nello stesso anno, sempre a Roma, il centrodestra è passato dal 44,92 per cento con Storace al 45,98 per cento con Berlusconi, registrando un incremento di circa 300mila voti. Se poi andiamo a valutare i dati disaggregati per municipio, Forza Italia aumenta ovunque i propri voti del 5-8 per cento».