«Possibile accordo Pd-centristi». Ma l’Udc smentisce

Il vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino si è detto «convinto» della possibilità di chiudere l’intesa con i centristi, ma che, allo stesso modo, «non bisogna avere fretta» e usare tutto il tempo disponibile per definirne i contorni. «Rimango convinto - ha detto - di due cose. Primo, che ci sia la possibilità alla fine del percorso di chiudere un’intesa con tutto il centrosinistra e guardando tutti insieme all’Udc. Con l’Udc ci sono metodi, sensibilità e valori condivisi, punti programmatici che vanno approfonditi e che sono molto vicini ai nostri. Le questioni che loro pongono sulla sanità e in particolare sulla sua governance, sono molto reali. Dobbiamo presentarci con un’idea forte, che dal risanamento passi alla nuova sanità».
«Il primo presupposto - sottolinea Montino - c’è e questo presuppone il fatto che nessuno si deve sentire escluso ma un soggetto protagonista di questo processo. La mia seconda convinzione è che per ottenere questo ancora qualche giorno in più lo dovremmo avere. Non credo che possiamo stringere un accordo alla vigilia di Capodanno, anche perché ognuno di noi ha ancora valutazioni da fare. I tempi giusti a mio avviso sono dopo le feste, che possono portare consiglio e definire questo percorso per trovare un accordo più organico. Evitiamo le scorciatoie, per definire tutto e bene senza fretta». Le parole di Montino sono state smentire a stretto giro di posta dal capogruppo dell’Udc alla Regione Aldo Forte: «Ribadiamo che l’Udc, allo stato attuale, non ha raggiunto alcun accordo nè con il Pdl tantomeno con il Pd. Trovo quindi assai scorretto - ha aggiunto Forte - che qualcuno, nel tentativo di porre un freno alla confusione che regna all’interno della sua coalizione, annunci intese inesistenti con il nostro partito con l’unico scopo di risolvere i problemi che ha in casa propria. Le fughe in avanti di qualche esponente politico non servono di certo a fare chiarezza nel centrosinistra - ha concluso l’esponente dell’Udc - generando ancora più caos di quanto già non ce ne sia».