«Possibile il ripescaggio in B»

Emmanuele Gerboni

Può essere la salvezza del Genoa? Da verificare, studiare, capire. Però, esiste la possibilità. Di sicuro, bisognerà lavorarci ma la bussola che seguirà il Consiglio Federale per procedere ai ripescaggi sta portando un leggero sollievo. Perché le regole parlano chiaro, tutto è scritto nero su bianco: la priorità per finire nella griglia di partenza è garantita alle squadre retrocesse. La sentenza della Commissione Disciplinare è stata chiara: ultimo posto in serie B, il Genoa si troverebbe in una posizione di vantaggio rispetto al Napoli e rimarrebbe nella cadetteria con Vicenza, Pescara e Catanzaro.
L’avvocato Mattia Grassani, che fa parte del pool difensivo rossoblù, spiega che «il ripescaggio non si chiede, è un diritto. Esiste una regola precisa che stabilisce una linea di condotta molto chiara: qualora esistano posti a disposizione, devono essere le squadre retrocesse a beneficiarne. Quindi, non toccherebbe al Napoli, ma al Genoa». Lo scenario, però, sarebbe puntualmente rivoluzionato se, nella fase dei ricorsi a Tar e Consiglio di Stato, fossero accettate le richieste di Messina, Perugia, Salernitana e Torino. Se qualche pedina si muove, tutto il mosaico può cambiare in un secondo. «Del resto nella sentenza non si è mai parlato di serie C1 ma esclusivamente di ultimo posto nella classifica».
Fila teoricamente, ma anche nella pratica il ragionamento di Grassani, grandissimo esperto in materia. Nel contempo, sarà necessario trovare le contromisure per anestetizzare una possibile offensiva del Consiglio Federale che potrebbe anche sollevare un’ipotetica “questione etica/morale”.