«Come possono rovinare un’innocente?»

Il legale: assurda sentenza, ricorreremo in Appello

da Milano

«Eva è stata condannata perché è la moglie di Riccardo Schicchi. L’accusa nei suoi confronti è paradossale».
Parola di avvocato. Del suo avvocato, nel senso di Henger, Riccardo Ruggero, penalista non qualunque nella capitale. Difese nomi anche più illustri di quello della pornostar «convertita» all’epoca di Tangentopoli.
«Anche se è incensurata il tribunale non le ha voluto concedere neppure le attenuanti», affonda il legale, visibilmente contrariato. Non se l’aspettava la condanna, non era in preventivo. Almeno dal suo punto di vista, non dopo aver assistito alle testimonianze del dibattimento, alle prove raccolte. Che secondo lui «avrebbero dovuto scagionare del tutto» la bionda attrice senza veli che ha fatto innamorare mezz’Italia.
«A questo punto non vedo l’ora di leggere le motivazioni della sentenza - spiega -. Quindi faremo immediatamente ricorso in Appello. Cosa mi ha detto Eva quando l’ho informata della decisione dei giudici? Era molto amareggiata, ma credetemi lei è una persona seria e solida moralmente. Si è limitata a rispondere: “Chissà cosa provano a condannare un’innocente. A rovinarle la vita...”». Dove si trova la Henger adesso? «Non lo so, le ho parlato al telefono. Probabilmente è a casa sua». Non più quella lungo la Cassia dove abita il marito. Da tempo, come racconta senza pudori lei stessa, «io e lui siamo come fratello e sorella». E riguardo alle accuse? Già prima della sentenza la giunonica Eva si era difesa. Puntualizzando: «Se le ragazze dopo le loro esibizioni negli spettacoli accettano offerte da clienti particolarmente facoltosi, sono fatti loro in cui io e Riccardo non c’entriamo niente».
Si arrabbia Eva, se qualcuno la chiama pornostar. Dopo una quindicina di titoli a luci rosse, oggi vive di tv. Quasi seria. Ma il passato è tornato. E rischia di travolgerla.