In Posta con la pistola, ma tutti lo snobbano

Il bandito deve ripetere per ben tre volte «Datemi i soldi». Poi fugge con 800 euro

Franco Sala

Quando i clienti non l’hanno neppure considerato, il rapinatore si è un po’ inviperito. Poteva pure non avere la stoffa del criminale di razza ma vedersi «mortificato» in maniera tanto superficiale gli ha fatto perdere le staffe, tanto che per tre volte ha dovuto avvisare tutti: «Non scherzo questa è una rapina vera. Avete capito».
L’uomo, occhiali scuri sul volto, arriva davanti all’ingresso dell’Ufficio Postale di Via Stelvio a Desio in sella ad una moto guidata da un complice. Entra nel salone sportelleria e punta la semiautomatica. I clienti presenti in quel momento, sono le 15 dell’altro giorno, vanno e vengono. Forse neppure s’accorgono del bandito armato. Alla fine l’uomo, italiano, corporatura robusta, viso scoperto, s’innervosisce.
Punto nell’orgoglio, estrae un proiettile dal carrello della semiautomatica e lo piazza sul bancone dell’Ufficio. «Guardate, la pistola è vera, se non state fermi comincio a sparare» assicura, questa volta con tono aggressivo. A questo punto il malvivente fa sul serio. La gente trattiene il fiato. Il rapinatore, finalmente, dopo qualche minuto, riesce a tenere la situazione sotto controllo. Minaccia il cassiere e gli intima di consegnare il denaro. Con l’arma puntata alla testa, l’addetto delle poste apre la cassa e mette nelle mani del rapinatore ottocento euro in contanti. Il bandito s’accontenta, magari capisce che non è la giornata giusta per andare oltre. Si limita a «prelevare» da una sola cassa. Infila il bottino nella tasca del giubbotto e batte in ritirata. Sparisce assieme al complice che lo aspetta fuori con la moto rubata qualche giorno prima.
Scatta l’allarme. Qualcuno, col telefonino, chiama il 112. Sul posto arrivano le gazzelle della radiomobile. I militari ascoltano i testimoni, si soffermano su tutti i dettagli che potrebbero portare alla cattura della coppia. Le indagini si annunciano complesse, anche se gli investigatori hanno in mano la videocassetta con impressa la faccia del rapinatore che, quasi certamente, è arrivato a Desio da lontano.