Postazioni mobili anti-criminalità nelle zone «calde»

Una telecamera a raggi infrarossi - capace di riprendere fino a 200 metri di distanza anche di notte -, un sofisticato sistema di telecomunicazione - in grado di captare i segnali di tutte le telecamere comunali presenti sul territorio -, e un collegamento diretto con la banca dati del comune per l’accertamento delle persone e il recepimento di testimonianze e denunce: solo alcune delle strumentazioni delle 5 stazioni mobili che da ieri il Comune ha messo in campo nella lotta alla criminalità, «un nuovo servizio di sicurezza partecipata e di prossimità - spiega il vicesindaco De Corato - che risponde alle esigenze dei cittadini e consentirà un maggior presidio del territorio fisso in stazione Centrale». Le cinque stazioni mobili - il cui costo varia dai 350 ai 400mila euro per veicolo - saranno collocate in zone «calde» della città: in piazza Tirana - al quartiere Giambellino - oggetto di stazionamenti di nomadi, a Baggio, tra le vie Mar Nero e Nikolaievka, dove è giunta più di una denuncia da parte dei cittadini per spaccio di sostanze stupefacenti, in via Padova e infine in via Lopez, a Quarto Oggiaro, di fronte alle case occupate da rom romeni. «Ma saranno liberi di spostarsi - aggiunge il vice-sindaco - in base alle esigenze e alle richieste dei milanesi». Rimarrà fisso solo quello alla Stazione Centrale, dove opereranno anche nove vigili dalle 7 alle 20 e quattro dalle 20 alla 1.30. «Su quest'area, controllata anche da dieci agenti della Polizia di Stato e dalla Polfer - nota De Corato - stiamo investendo molto». Sono in funzione, infatti, 68 telecamere e 10 colonnine Sos. Prossimamente quelle più sofisticate, dette «urla e sparo», diventeranno 9. Dal primo dicembre inoltre, Amsa potenzierà la pulizia esterna, grazie a 33 addetti che opereranno sulle 24 ore con 18 mezzi.