Poste, la risposta ai disservizi? 300 assunzioni e più controlli

Poste nel caos? Ecco le contromisure: più posti fissi, il postino telematico, il call center e la vigilanza sul rispetto dei contratti di esternalizzazione del servizio. La ricetta arriva dai responsabili lombardi di Poste Italiane, riunitisi ieri con alcuni membri della commissione Bilancio della Regione per discutere delle criticità emerse negli ultimi mesi soprattutto a Milano e provincia.
«C’è una serie di interventi già in programma - spiega Rosario Fava di Poste Italiane -, che va dall’assunzione a tempo indeterminato di 300 nuovi dipendenti da aprile sino all’informatizzazione dei postini, con la dotazione di un palmare in 1800 zone entro la fine dell’anno. Senza dimenticare la comunicazione diretta al cittadino, garantita da un servizio call center (803160) che da lunedì è stato esteso da Milano a tutta la regione, e il controllo sul lavoro di quelle aziende che si aggiudicano l’appalto sui servizi di recapito e poi non rispettano gli standard di qualità previsti dal contratto. In questi casi, come capitato prima di Natale a Milano con l’Act, l’unica soluzione è rescindere l'accordo stipulato». Il presidente della commissione Bilancio, Fabrizio Cecchetti, avvisa Poste Italiane: «La Regione non ha poteri o competenze sui servizi postali. Ma come rappresentanti dei cittadini, monitoreremo la situazione. E se ravviseremo ancora delle inadempienze ci rivolgeremo al ministro Tremonti. Questo incontro è arrivato dopo la protesta di alcuni sindaci e di molti cittadini insoddisfatti per i continui ritardi o addirittura i mancati recapiti della posta. La Lombardia produce il 24% del Pil nazionale: merita un servizio postale degno di questo nome».
Quello di ieri è il quarto tavolo tra commissione Bilancio e Poste negli ultimi anni. Spiega Cecchetti: «Dal 2006 abbiamo registrato dei miglioramenti nel servizio, anche se certe zone restano in grave ritardo. Ci aspettiamo, perciò, che le mosse studiate dall’azienda diano frutti in tempi brevi».
L’emergenza di fine 2008, culminata nella protesta di alcuni primi cittadini lombardi, ha scosso le Poste. «Attualmente il recapito sta procedendo in modo regolare - fa sapere Fava -. Certo, ci sono delle criticità, che si affrontano riducendo il ricorso al personale flessibile, almeno per quanto riguarda i portalettere, e avvicinando l’azienda al cittadino». Da quando è stato attivato, il call center ha ricevuto in media 250 chiamate al giorno, con una percentuale di risposta immediata superiore al 97%.
Intanto si pensa anche al futuro. Grazie al palmare va in pensione la cartolina che avvisava il destinatario del mancato recapito di una raccomandata. Sarà sostituita da un avviso ad hoc stampato dal postino e contenente tutte le informazioni necessarie per il ritiro del plico. Primo passo verso l’automatizzazione del servizio postale.