Le Poste ritrovano il tesoro tra gli auguri

(...) almeno come siamo abituati a intenderlo.
Per non tenere tutti sulle spine, meglio dire subito che si tratta di 2.800 euro in contanti, ritrovati e restituiti al legittimo proprietario. D’accordo, sono cose che succedono. Raramente ma succedono. Ma vogliamo dire come è successo questa volta? Soprattutto dove? Al centro meccanizzato di smistamento postale di Brignole. Nel cuore di quell’azienda ex statale che di solito sui giornali ci finisce perché si perde una raccomandata o fa girare una lettera postacelere per tre anni e mezzo prima di consegnarla al destinatario. Invece no, stavolta la busta è stata riportata al mittente quando era già partita e finita tra qualche milione di bigliettini d’auguri pronti a essere recapitati.
Ripartiamo dall’inizio della storia. E occhio ai particolari che aggiungono quel tocco d’incredibilità a ogni passaggio.
Camogli. Segreteria del Cenobio dei Dogi, hotel e ristorante di lusso, tanti clienti affezionati da raggiungere sotto Natale con un caldo messaggio di auguri. Un miniufficio postale distaccato. E una segretaria che non si concede la pausa caffé neppure fosse Ferragosto. Buste, buste e ancora buste da scrivere, affrancare, spedire. Ah, già, ci sono anche le solite scadenze di fine anno. Bolli, domande, autorizzazioni e l’Ici. Ma la segretaria prepara tutto quello che serve alla collega per andare in posta e far sparire nella buca delle lettere una giornata di lavoro. Sopra a tutto mette l’ultima busta. Duemilaottocento euro per pagare l’Ici. Anche quella è una busta aperta, formato commerciale, come tutte le altre. Ma è bella gonfia, si nota.
La collega va in posta e riversa la corrispondenza sul bancone dell’impiegata dell’ufficio di Camogli. Che dà un’occhiata ma non nota, né è tenuta a farlo, quella busta più grassottella. Mette ogni cosa nella cassetta gialla usata per il trasporto interno al centro di Brignole. In albergo, la segretaria chiede intanto alla collega le ricevute dei bollettini. Cosaaaa? Sì, la verità è evidente. Scatta l’allarme. La direttrice dell’ufficio di Camogli, Anna Carriero, chiama i colleghi di Brignole, i dirgenti, i funzionari, i carabinieri. Parte una piccola spedizione alla ricerca dell’ago, anche se il pagliaio in questione sembra una montagna più grande del solito. In più quei contanti erano in una busta aperta, come fosse una lettera d’auguri. Eppure basta una mattinata di ricerche. E i 2.800 euro saltano fuori. Vengono rispediti subito a Camogli, a mezzo maresciallo dei carabinieri. Per non confonderli magari con una busta qualsiasi. Cosa dicevate dei miracoli di Natale?