Poste a singhiozzo, Tiglieto in rivolta

Luisa Barberis

Le Poste italiane la chiamano rimodulazione dell’orario degli uffici postali polivalenti, quelli cioè dove il postino effettua sia servizio di sportelleria, sia di recapito. Le Poste di Tiglieto quindi d’ora in avanti sono aperte a giorni alterni per sei ore, anzichè tutti i giorni per tre ore.
Il provvedimento, come spiega Antonio Sgroi, responsabile dell’ufficio comunicazione territoriale delle Poste, rientra nel progetto di risanamento economico che dal 2000 interessa l’azienda ed è dovuto alla diversificazione dei settori di recapito e di sportelleria.
Il nuovo orario part-time verticale garantisce le diciotto ore di servizio settimanali ma il sindaco di Tiglieto, Michelangelo Pesce, sottolinea comunque il disservizio: «Gli utenti, per i servizi allo sportello, sono costretti a percorrere 12 chilometri fino ai paesi vicini. E potrebbe anche essere peggio, se si pensa che non sono previste sostituzioni del personale nei periodi festivi. È assurdo - insiste Pesce - che nei mesi estivi, quando gli abitanti passano da circa 600 mila a oltre 5 mila, le Poste restino chiuse». E su questo punto Sgroi lascia una finestra aperta. Antonio Oliveri, presidente della comunità montana Valle Stura evidenzia il grande danno d’immagine per l’entroterra genovese che, mentre va alla ricerca di un rilancio turistico, si vede privato dei suoi servizi fondamentali.
L’assessore provinciale Mauro Solari si è reso portavoce di un appello ai rappresentanti locali nazionali affinchè il Governo, in quanto azionista del Tesoro che gestisce le Poste, adotti politiche diversificate per le aree di montagna. Nelle intenzioni di Solari gli uffici postali dovrebbero essere considerati come presidi di servizi sociali, spesso però la valutazione economica non si sposa con l’utilità dei cittadini.