Posti-letto, una mannaia La mappa dei 1557 tagli

Già nel 2007 chiuso il Nuovo Regina Margherita, 120 in meno a San Giacomo e Umberto I, 115 al Gemelli

Antonella Aldrighetti

C’è trepidazione tra le mura della «casa di vetro» regionale dinanzi alla valutazione che il ministero dell’Economia dovrebbe dare in giornata al piano di rientro del deficit. Un piano di cui parte indissolubile e addirittura fondamentale è il cosiddetto programma di tagli ai posti letto. La giunta Marrazzo tira dritto per la sua strada senza dare ascolto a quelle realtà sociali che da mesi hanno definito la riduzione dei posti letto un provvedimento capestro per gli assistiti oltre che finanziariamente sconveniente. Il risultato? La mappatura della riduzione dei 1557 posti letto, stilata tutta d’un fiato, Asl per Asl e presidio per presidio, parla chiaro: già nel 2007 ci sarà un migliaio di posti letto in meno solo nel centro città tra la Asl RmA (505) e la Asl RmE (491). Ma i tagli riguardano tutti: 194 posti-letto in meno nella Asl RmC, 77 nella Asl RmD, 68 nella Asl RmH, 66 nella Asl Viterbo, 64 nella Asl RmG, 44 nella Asl RmB, 43 nella Asl Latina e 5 nella Asl Frosinone. Risparmiate soltanto la Asl RmF e la Asl Latina. Il totale fa, per l’appunto, 1557 posti letto. E questa è solo la prima tranche. Il resto, ossia i tagli da sostenere per soddisfare il tetto complessivo dei 3059, dev’essere ancora perfezionato.
Ma vediamo nel dettaglio come saranno distribuiti i tagli azienda per azienda, ospedale per ospedale. Partiamo dalla Asl Roma A: al San Giacomo verranno defalcati 120 posti letto, altrettanti 120 al Policlinico Umberto I. Si conferma la chiusura dell’ospedale Nuovo Regina Margherita a Trastevere dove la portata del taglio raggiunge i 130. Tagli minori al San Giovanni (75), al Fatebenefratelli (20), a Villa Tiberia (23), al Bambino Gesù (15) e a Villa Valeria (2). Nella Asl Roma B 22 posti letto in meno al Pertini,10 al Campus Biomedico, altri 10 al Policlinico Casilino e 2 alla Nuova Itor. Per la Roma C: 108 posti letto da sfoltire al Cto, 30 al Sant’Eugenio, 15 ciascuno al Figlie di San Camillo e all’Ifo, 12 al Life Hospital, 10 alla Chirurgia Addominale dell’Eur e 4 alla Fabia Mater. Per la Roma D il taglio maggiore al San Camillo-Forlanini (50 posti letto in meno), minori all’Israelitico (10), allo Spallanzani (10), al San Raffaele (5) e anche alla Rieducazione paraplegici (2). La scure della giunta Marrazzo non risparmia nemmeno il Policlinico Gemelli, appartenente all’Asl Roma E, dove verranno tagliati di netto 115 posti letto. Nella stessa azienda 52 posti tagliati al Santo Spirito, 60 all’Istituto Dermatologico, 15 all’ospedale Oftalmico regionale e 65 al San Filippo Neri, 15 all’Inrca, 7 all’Aurelia hospital, 30 al Sacro Cuore, 2 a Villa Aurora, 30 al San Giorgio, 15 al Cristo Re, 35 al Sant’Andrea, 20 al San Carlo di Nancy e 30 al San Pietro. Proseguendo il viaggio nella sanità privata e convenzionata saltano agli occhi la riconversione in hospice del San Raffaele di Velletri con la riduzione di 15 posti letto, la riconversione in presidio territoriale della clinica Salus a Viterbo dove si taglieranno i 20 presenti e la chiusura del San Giovanni Battista di Zagarolo con il taglio immediato di 30 posti letto.
La fotografia appena scattata evidenzia anche alcune curiosità. I cosiddetti presidi ambulatoriali avranno vita proprio là dove prima sorgevano gli ospedali. Altro che «più sanità del territorio» come avrebbe voluto far credere l’assessore Augusto Battaglia: il risultato è che ambulatori, hospice e residenze per anziani prenderanno il posto degli ospedali. Vale per tutti l’esempio del Nuovo Regina Margherita, dove nel progetto regionale dovrebbero convivere tutte e tre le realtà in completa promiscuità: residenze per malati terminali, ambulatori per le vaccinazioni dei bambini e centro di riabilitazione per anziani e disabili.