Posti liberi negli ospedali per affrontare un’eventuale emergenza

Trecento posti letto dovranno essere lasciati liberi nei maggiori ospedali della città. È una delle principali indicazioni rilasciate dal prefetto Achille Serra, nel corso di un incontro con l’assessore alla Sanità della Regione, Battaglia, il direttore generale del 118 e quelli dei più grandi ospedali di Roma. L’incontro è stato necessario per delineare un quadro dei servizi sanitari nella capitale per poter far fronte all’emergenza che si dovesse verificare. Altri posti letto potrebbero invece essere messi a disposizione dagli ospedali militari. Mentre un’altra importante decisione, sempre in ambito sanitario, ha riguardato l’aumento delle ambulanze. Saranno, infatti, 50 quelle che la Regione metterà a disposizione entro un mese e che saranno aggiunte alle 70 già in circolazione nella capitale. Il quadro dei servizi sanitari di emergenza ha previsto anche una pianificazione con posti medici di primo soccorso all’aperto. Questo per evitare di dirottare negli ospedali i feriti meno gravi, in caso di un attentato terroristico, e per fare loro, invece, le prime cure direttamente sul luogo. Ogni ospedale inoltre riferirà alla prefettura la propria pianificazione delle emergenze con una sorta di «vademecum» che si adatterà volta per volta negli ospedali. Durante l’incontro in prefettura è stato anche stabilito che il coordinamento di tutti i servizi di emergenza spetterà alla sala situazioni della prefettura a cui faranno riferimento tutte le forze dell’ordine, i servizi di soccorso e quelli di trasporto pubblico. Ma la sanità non è l’unica a essere «toccata» per far fronte all’emergenza che si dovesse verificare. Un altro incontro, infatti, ha riguardato un maggior coordinamento per quanto riguarda gli agenti privati e le forze dell’ordine che dal giorno degli attentati di Londra hanno intensificato i controlli nelle metropolitane e sui bus della capitale.