«UN POSTO AL SOLE» NON RIPOSA MAI

I fedelissimi di Un posto al sole saranno contenti che la loro soap preferita non vada in vacanza e diventi in questo periodo Un posto al sole d'estate-Cercasi Elena disperatamente (dal lunedì al venerdì su Raitre, ore 20,30), in pratica una costola del fortunato appuntamento quotidiano, una vicenda parallela in cui alcuni importanti personaggi come Elena (Valentina Pace), Andrea (Davide Devenuto) e Viola (Ilenia Lazzarin) si staccano dalla sceneggiatura originaria e vivono nuove vicende che si intrecciano con un reality show. Tutto questo fino al prossimo autunno, poi tutto dovrebbe tornare come prima. Continua insomma l'epopea, senza un attimo di sosta, di questa soap italiana capace da anni non solo di fare concorrenza alle importazioni americane stile Beautiful, ma di imporre un modello autonomo di produzione in grado di valorizzare il prodotto seriale italiano e di dare lavoro a migliaia di persone in un periodo di crescente restrizione del mercato televisivo. La categoria degli attori, per esempio, dovrebbe accendere un cero a sceneggiati come questo, che al di là del loro valore più o meno opinabile diventano una straordinaria opportunità di collocazione per professionisti di varia estrazione ed esperienza, e anche una palestra per giovani in cerca di occasioni. La soap italiana, in anni in cui gli attori fanno sempre più fatica a lavorare nelle fiction dove l'accesso è reso difficile da percorsi privilegiati e sempre più bloccati, rimane una grande valvola di sfogo, una delle poche chances di ricambio e turn over. Per non parlare dei registi, degli scenografi, degli sceneggiatori ingaggiati per far fronte all'appuntamento quotidiano. Già in occasione della millesima puntata di questa soap, andata in scena nell'ormai lontano 2001, figuravano a libro paga 150 dialoghisti, 42 registi, centinaia di attori e altrettante comparse, più un congruo numero di costumisti e scenografi cui era spettato il compito di effettuare 6500 prove-costumi e 20 mila scene da registrare. Un posto al sole è qualcosa di più di una semplice soap: è una sorta di industria, per di più collocata al sud attraverso il centro di produzione di Napoli, un motivo di orgoglio per chi si sentiva schiacciato dal bipolarismo televisivo Roma-Milano. Chi non ama questa soap può consolarsi vedendone «l'indotto», chi la ama continua a farlo affezionato alla simpatia degli attori impegnati, incurante dell'andamento lento e a volte soporifero, piacevolmente invischiato, giorno dopo giorno, in vicende semplici ma non per questo banali, raramente sopra le righe, che si svolgono accompagnando il calendario stagionale effettivo, in tempo reale, in modo da creare un legame ancora più stretto tra il pubblico e le storie raccontate.