«Al posto suo un cambio gliel’avrei dato ma ognuno è libero di fare la sua corsa»

Monte ZoncolanNeanche sotto la grandine perde la calma. Nemmeno quando sulla maglia rosa, Alberto Contador, piovono fischi. «Non è giusto, perché Alberto non c’entra niente con il taglio del Crostis...». Vincenzo Nibali è fatto così. Pochi scatti, tanta regolarità. Forte di gambe, ma soprattutto di testa. Ci vuole ben altro per farlo andare in ambasce.
«Mi sentivo bene, per questo ho chiesto ai miei compagni di fare l’andatura sotto la montagna - spiega il messinese -. Sono salito regolare fino a metà, poi ho accelerato e sono arrivato a riprendere Scarponi, a staccarlo e a sfiorare Igor Anton. Io non mi sono mai perso d’animo. È vero, dopo la tappa del Grossglockner ero deluso, ma oggi è un altro giorno. E domani staremo a vedere se magari viene una crisi a Contador...».
Calmo, pacato, riflessivo "lo squalo dello Stretto". «Sto bene, e giorno dopo giorno mi sento sempre meglio perché riesco a recuperare bene. La regolarità è la mia forza». I cronisti lo incalzano: Vincenzo, Contador è stato poco rispettoso nei tuoi confronti: hai tirato sempre tu e alla fine ti ha staccato... «In salita gli ho chiesto se mi dava un cambio, anche per respirare un po’, ma lui invece non ha voluto darmelo e io ho tirato dritto - spiega serafico -. Io al posto suo un cambio l’avrei dato, ma ognuno è libero di fare la sua corsa».
Ancora un affondo: Contador favorito anche dal taglio della discesa del Crostis? «Forse con il Crostis sarebbe stata una tappa diversa, ma non è detto che sarebbe successo qualcosa di particolare».