«Al posto tuo» cambia stile e conduttrice

Al rotocalco arriva Lorena Bianchetti, già alla guida di «A sua immagine»

da Roma

No: non si tratta d’un cortocircuito. Gli spettatori che dal 19 alle 15.45 si sintonizzeranno su Raidue, non pensino d’avere sbagliato programma. Quello sarà proprio Al posto tuo. E la giornalista che lo condurrà sarà proprio Lorena Bianchetti. Ovvero colei che per ben sei anni ha guidato A sua immagine. Come si faccia a collegare la rubrica religiosa della domenica mattina di Raiuno - ovvero un appuntamento noto per serietà e affidabilità - al reality più vilipeso e sgangherato del pomeriggio parolaio di Raidue - noto per i «tarocchi» scoperti da Striscia e la scabrosità degli argomenti - è qualcosa che la dice lunga sulla possibilità di ravvedimento perfino degli autori tv.
«Al posto tuo è stato molto criticato e accusato di morbosità, è vero - ammette il vicedirettore di rete, De Luca -. Ma questo accadeva fino a due anni fa. Nelle edizioni condotte da Paola Perego abbiamo corretto il tiro: evitando temi troppo scabrosi, trattazioni troppo compiaciute, polemiche troppo accese. Risultato: niente più critiche e gli ascolti ci hanno premiato, diventando i più alti dell’intera storia del programma. Così quest’anno raccogliamo i frutti».
Quella in onda da lunedì prossimo, dunque, secondo De Luca dovrebbe essere una versione «light» del format pomeridiano: «In cui, cioè, continueremo a raccontare storie assolutamente vere, ma interpretate da attori. Così la finzione sarà solo formale. E dichiarata. I protagonisti autentici parteciperanno se lo vorranno e solo in forma anonima. Questo per stemperare il clima, creare un maggiore distacco tra chi racconta e chi ascolta». A confermare e arricchire la versione «teatrale» delle vicende «reali», inoltre, apparizioni straordinarie di interpreti famosi, come Pambieri, Lia Tanzi, Guerrini.
Dal canto suo, la Bianchetti promette di affrontare «tutti i temi, senza autocensure, perché in una tv di servizio è giusto che si parli di tutto. Ma sempre col dovuto stile, col necessario garbo». Tra gli argomenti in scaletta, quello dell’usura e delle sette. «Io credo molto in questo programma. Lo ritengo capace di affrontare con semplicità storie comuni, che appartengono all’esperienza di tutti. E la cui analisi può fornire riflessioni e contributi utili a chiunque».