Potenza del Tour: cadute continue, ma nessuno che fiata

Le Lioran CantalRiprende la Tourtura. In programma la decima tappa del Tour, dopo che il gruppo è stato decimato in questi dieci giorni dalle cadute. A casa tanti uomini che ambivano al podio di Parigi, dal britannico Wiggins, allo slovacco Brajkovich, dal belga Van den Broeck, all'americano Horner, passando per Zabroskie e Vinokourov. Tanti volti sofferenti, molti acciaccati, come l'olandese Hoogerland, travolto domenica da una macchina della tv francese (il Tribunale di Aurillac ha deciso di aprire un'inchiesta): per lui 33 punti di sutura.
Un Tour da Tourtura, ma nessuno dice niente, nessuno si lamenta. Anzi. Tutti zitti e ben allineati. Ci sarebbe piaciuto vedere la reazione dei corridori e dei loro scrupolosi direttori sportivi se quello che è successo domenica sulle strade di Francia fosse successo al Giro d'Italia. Cosa avrebbero fatto? Quali azioni di protesta avrebbero messo in atto se una moto avesse disarcionato un corridore dalla propria bicicletta o una macchina di una tivù avesse tolto di mezzo due dei cinque corridori in fuga? Probabilmente patron Angelo Zomegnan sarebbe stato lapidato. Qui al Tour nemmeno una nota del sindacato mondiale. Niente di niente. Signori, siamo al Tour. Qui tutto quanto fa spettacolo. Quindi avanti così, con il corpo piagato dalle ferite e il sorriso sulle labbra. I corridori sono gente abituata a soffrire? Bene, che soffrano.
Intanto oggi si riprende il cammino dopo il giorno di riposo con una nuova maglia gialla, ora sulle spalle del beniamino di casa Thomas Voeckler. Il francese precede di 1'49" Luis Leon Sanchez e di 2'26" Cadel Evans. Frank Schleck è a 2'29", Andy è a 2'37", mentre Basso è 11° a 3'37" e Cunego è 12° ad un solo secondo dal varesino.