«Potenziati i controlli a tutela dell'agroalimentare italiano»

Primi nel mondo. Nella moda e nel design, sicuramente. Ma anche e soprattutto in cucina. La buona tavola è Made in Italy, come rigorosamente nostrane sono le materie prime che danno gusto ai piatti. Non solo: nascono dalla Penisola - prima di fare il giro del globo - quei prodotti di qualità che vantano un marchio dop (denominazione origine protetta). Parliamo di mozzarella di bufala, di Parmigiano Reggiano, di olio extravergine di oliva, di prosciutto di Parma, ma anche di vini doc e docg (denominazione di origine controllata e garantita). «Le nostre produzioni sono un patrimonio inestimabile, insieme di tradizione, qualità e innovazione» ha detto il ministro delle politiche agricole, Saverio Romano. «Questo patrimonio è quotidianamente minacciato da contraffazioni e frodi alimentari che procurano un danno enorme ai nostri produttori e ai consumatori di tutto il mondo» ha precisato il ministro.
Oltrettutto il fenomeno ha due risvolti, uno interno e uno internazionale. Spiega Saverio Romano: «Sul piano del mercato nazionale le frodi si concentrano spesso nella violazione delle norme sull'etichettatura, sulla tracciabilità, sull'origine dei prodotti, sulla vera e propria sofisticazione, che costituiscono una seria minaccia alla libera concorrenza. Sul fronte internazionale una delle piaghe che il nostro Ministero è costantemente impegnato a debellare è quella del cosiddetto «italian sounding», che crea danni stimati in oltre 50 miliardi di euro.
Questo fenomeno induce i consumatori a credere che alcuni prodotti siano di origine italiana (mentre non lo sono), sfruttando l'assonanza dei nomi (muzzarella, parmesan) oppure utilizzando in maniera fraudolenta i colori della bandiera italiana, approfittando della forza commerciale del brand Made in Italy». Il danno che ne consegue è enorme e si ripercuote sull’immagine del prodotto, perchè un consumatore imbrogliato è un consumatore perduto. Non solo. Romano ha ricordato anche l’eventualità che questi prodotti contraffatti possano essere nocivi per la salute, «visto che non rispettano le normative vigenti nei nostri Paesi», aggiungendo: «Senza dubbio ciò rappresenta una grande minaccia per la credibilità della produzione agroalimentare italiana: una volta che la fiducia del consumatore è stata tradita, infatti, è estremamente difficile riconquistarla. Questo si traduce, inevitabilmente, in un importante danno economico per tutto il comparto: si tratta di un mercato stimato in diversi miliardi di euro che finiscono nelle tasche dei pochi che si comportano in maniera criminale danneggiando chi invece rispetta le regole».
Insomma, occorre tenere alta la guardia e intervenire con sequestri e multe ad hoc. «La situazione rischia di minare alla base il lavoro di promozione e valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare: bisogna agire in maniera dura, mirata ed efficace», sono parole del ministro. Romano ha sottolineato che la lotta alla contraffazione è «sempre stata una priorità di questo ministero, fin dal mio insediamento. Per questo ho promosso un maggiore coordinamento tra gli organi di controllo e di repressione delle frodi, che ci ha consentito di incrementare i risultati nel campo».
Gli organi di controllo controllati dal Ministero sono quattro: l’Istituto centrale della tutela della qualità e repressione frodi (ICQRF), il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari (NAC), il Corpo Forestale dello Stato (CFS), Guardia Costiera-Capitanierie di Porto.
Recentemente il ministro ha convocato il Comitato tecnico Ispettorato repressione frodi composto dai quattro organi di controllo del ministero oltre alla Guardia di Finanza, al Comando Carabinieri per la tutela della salute, la Polizia di Stato, l’Agenzia delle Dogane e l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) unitamente all’Agecontrol Spa. Insomma, un pool di forze per intensificare i controlli, coordinarli e sradicare in maniera più incisiva le frodi alimentari.