Il potere necessario

Ora Berlusconi ha il potere. Ciò era già apparso evidente nella questione Alitalia, quando egli aveva raggiunto il consenso dell'industria e della finanza italiana. In un paese corporativo e imbrigliato da una Costituzione arcaica, vincere le elezioni non è un titolo per avere il potere di governo. Occorre spartirlo con i poteri istituzionali e di fatto, che intendono mantenere la democrazia nei limiti da essi consentiti. Ma oggi tutti tacciono.

Questa crisi nuova del capitalismo mondiale sarà gestita, come quella del '29, dallo Stato nazionale. Il fatto che gli Stati Uniti scelgano come loro presidente tra due candidati, evidentemente inetti a rappresentare l'America in un tempo in cui occorrono decisioni contrarie al sentimento del paese, il keniota-americano Obama e il rugoso McCain, indica che la tempesta è proprio perfetta, investe il ruolo stesso del più importante decisore degli stati Uniti. Accettare di governare il paese a titolo della sua persona indica l'intelligenza e il coraggio a un livello di eccezione: e Berlusconi li possiede ambedue. Pensare Romano Prodi, e ancora peggio Walter Veltroni, al governo in queste circostanze, è un'ipotesi da far venire la pelle d'oca. Ci vuole fiducia nel proprio carisma per affrontare una navigazione senza bussola e senza traccia. Se si ponesse agli elettori, anche elettori di sinistra, di indicare chi vogliono al timone della grande crisi, essi non avrebbero dubbi. Chi è che invidia il potere, quando esso ha una responsabilità che trascende i suoi mezzi? I vescovi italiani mi hanno rimproverato quando dissi che Berlusconi ha un carisma spirituale. Carisma può essere detto in senso cristiano o in senso laico ma indica un'eccezione.

L'Italia non ha altra scelta. Lo diciamo al presidente della Repubblica e al presidente della Camera che devono permettere l'esercizio pieno del potere di governo per non venir meno ai loro doveri verso l'Italia. Siamo in un regime di eccezione mondiale e la Costituzione italiana non tollera lo Stato di eccezione. Ma non è neanche in grado di escluderlo, lo si è visto nei giorni del terrorismo. Il Partito democratico è fuori dalla realtà se si pensa che promuove una manifestazione perché il governo non dialoga con l'opposizione. In queste condizioni la manifestazione è solo fine a se stessa, non può produrre niente e neanche intende farlo. Parisi, appoggiando Di Pietro, mostra che la sua intelligenza è al servizio della vendetta sarda. Solo Massimo D'Alema ha detto parole sensate in nome del Pd. Ma che possiamo dire: "arridatece D'Alema?". Però è sempre vero che una rondine non fa primavera. In altri tempi si ricorreva ai coordinatori della Banca d'Italia, a Carli, a Dini o a Ciampi. Da quando c'è la Bce, la Banca d'Italia non è più un'autorità nazionale e ha il potere che i partiti gli conferiscono quando viene affidata a un governatore la direzione del governo del paese.

Berlusconi è designato dal popolo come figura di eccezione, come uomo per questo tempo, e dimostra quanto il popolo abbia il senso della realtà più dei costituzionalisti e della cultura italiana. Berlusconi si assume da solo tutta la responsabilità politica di governare in Italia la grande crisi del sistema economico mondiale. bagetbozzo@ragionpolitica.it