«Il Potere non ucciderà il nostro Grifone»

Un giorno si saprà da chi è partita questa inchiesta

1925: il Potere (fascista) scippa al Genoa il 10° Scudetto;
2005: il Potere (gli aggettivi si sprecano) scippa al Genoa la Promozione in Serie A.
Questo avrebbero dovuto scrivere le redazioni dei giornali.
Invece di continuare (in queste settimane di passione e di sofferenza per il popolo rossoblù) a proclamare la loro granitica certezza sull'illecito sportivo.
Del resto, il crescente tam tam massmediatico nazionale e locale è stato (salvo rare eccezioni) tutto a senso unico; poi -quando la ghigliottina è calata sul capo di Preziosi e del Genoa- si sono usate parole di comprensione (vulgo, commiserazione) nei confronti del Genoa, la società più antica d'Italia. Senza la quale -non lo si dimentichi- chissà quando sarebbe cominciato nel nostro Paese il gioco più bello del mondo. Un giorno sapremo tutto.
Come sono andate le cose prima, durante e dopo Genoa-Venezia (e magari anche Piacenza-Genoa); come il prof. Coppi ha smontato una per una le 130 intercettazioni senza che nessun giornalista ne abbia parlato; come si sono svolte le camere di consiglio della Commissione Disciplinare e della CAF; come il dott. Vigotti è riuscito in tre giorni a ribaltare di 180° gradi il suo convincimento espressamente manifestato dieci giorni prima e confermato nella successiva udienza.
E, «a posteriori», purtroppo, potremo assistere alle «marce indietro» dei giornalisti e di tutti gli altri che alla prima «aria di combine» avevano già scritto la loro sentenza.
Ma un giorno sapremo anche altre cose, fondamentali per i genoani e per i genovesi.
Da dove e da chi è partita l'inchiesta della Procura genovese, così attenta a piazzare cimici dappertutto e così solerte a consegnare tutte le intercettazioni alla giustizia sportiva. Si pensi solo che mentre a Genova si svolgeva tutta questa febbrile attività istruttoria, Bernardo Provenzano trovava il tempo di farsi operare a Marsiglia con la mutua!
Ma la giustizia sportiva dev'essere pronta a colpire, con una sanzione esemplare. Poco importa se si vincono i campionati «dopando» i calciatori o si schierano giocatori «pluritesserati» o con passaporti falsi: l'importante è colpire Preziosi e il Genoa.
Allora si scoprirà che il peccato più grave di Preziosi è stato forse quello di aver scosso equilibri extracalcistici e di aver fatto balenare al nostro calcio una prospettiva multipolare (e non solo tripolare), facendo grande il Genoa.
Così operando, il Potere ci ha fatto perdere ogni entusiasmo verso il calcio italiano: nessun interesse, nessuna curiosità per le partite dei campionati italiani.
Fede e tifo solo per il Genoa. Perché il Potere non è riuscito ad uccidere il Grifone: anche se lo hanno relegato in C1 non ce lo potranno mai togliere e siamo certi che, proprio concentrandoci solo sul Genoa, ci prenderemo delle belle soddisfazioni, alla faccia di chi (a Genova come a Roma) ci vuol male.
Né ci si chieda di fare il tifo per la nazionale italiana, figlia di questo Potere!
Tuttalpiù faremo lo zapping sui campionati esteri (con la speranza di minor inquinamento) e faremo il tifo per il grande Brasile!

P.S. Abbasso il calcio italiano, W il Genoa. In momenti di grande difficoltà come questo il grande Popolo Rossoblu si compatta e unisce sempre più, alla faccia di chi sperava in divisioni per indebolirci. Tutti uniti insieme a Preziosi per risalire.