Poteri legislativi speciali e integrazione con l’hinterland

On. Silvano Moffa nel programma del Pdl che cosa si prevede per il Comune di Roma e la sua Provincia?
«Ci sono dei valori di fondo validi ovunque: politiche fiscali, interventi a sostegno delle famiglie, solidarietà per le fasce più disagiate, infrastrutture del sistema Paese, competitività delle piccole e medie imprese e del sistema industriale. Poi c’è la specificità di Roma e della sua provincia, che è al centro di una proposta forte per internazionalizzare la capitale, per superare le difficoltà e i disagi che si addensano sul sistema urbano ed extraurbano. Penso al problema della mobilità, al disagio abitativo, alla sicurezza, argomento complesso che va visto sotto il profilo dell’ordine pubblico e sotto quello della riqualificazione urbana. Ho molto apprezzato l’idea di Alemanno di dar vita a una sorta di commissione per affrontare i malanni profondi di questa città. È una mia vecchia idea su cui poggia anche la proposta di legge che configura poteri legislativi speciali per Roma, un sistema di integrazione tra l’area romana e il suo hinterland».
Come finirà il duello Alemanno-Rutelli?
«Io credo che i romani si trovino di fronte a una scelta fondamentale: o cambiare, o confermare una continuità rispetto alla quale esistono tutti elementi di critica. Il fatto che Rutelli sia in difficoltà dimostra la riflessione dei romani rispetto a decenni di governo della sinistra. Lo stesso Bettini si è posto il problema di una fase completamente nuova e se oggi emergono disagi, insicurezza e Roma soffoca per il traffico, evidentemente è un’ammissione di responsabilità da parte della sinistra».
Lo stesso discorso si può fare per la Provincia?
«Sulla Provincia grava il ritardo di una non politica che non ha mai voluto affrontare, soprattutto in questi 5 anni, i nodi sociali, mortificando il territorio e relegandolo in un ambito di subalternità rispetto a Roma. Il messaggio forte che deve oggi partire è una fase costituente per andare a un nuovo assetto provinciale. Bisogna lavorare sul sistema metropolitano».